Tra le Dolomiti, nuova vita al respiro

Venerdì 26 febbraio 2021 ha avuto luogo, a cura dell’Istituto Pio XII°, Federasma e Scuola dell’Asma, in videoconferenza, un open day dal titolo “L’asma infantile non è un tabù"

L’istituto Pio XII Misurina © Pio XII Misurina

Pubblichiamo l’articolo di Giancelso Agazzi, membro della commissione centrale medica del Club alpino italiano

Venerdì 26 febbraio 2021 ha avuto luogo, a cura dell’Istituto Pio XII°, Federasma e Scuola dell’Asma, in videoconferenza, un open day dal titolo “L’asma infantile non è un tabù”. La videoconferenza è stata moderata da Alessandra Peres, una ex paziente dell’Istituto Pio XII°.

 

La nascita dell’Istituto

La prima relatrice è stata la professoressa Federica Gardini, direttrice scientifica dell’Istituto Pio XII° di Misurina, che ha raccontato in breve come è nato l’Istituto e di cosa si occupa oggi. Il centro è stato creato dove sorgeva il Grand Hotel Misurina. Nel 1949 l’immobile è stato acquistato dalla Diocesi di Parma tramite l’intuito di padre Quattrocchi, con il sostegno di Pietro Barilla, con lo scopo di dedicarlo all’ospitalità in montagna di bambini bisognosi. Tale modello di cura, unico nel suo genere, garantisce un percorso personalizzato e consente di ottenere una visione unitaria dei giovanissimi pazienti, riducendo i disagi e i costi che derivano da una gestione dispersiva. Del modello di cura sono parte integrante l’accoglienza, il supporto pedagogico-educativo, per aiutare i bimbi/ragazzi ad integrarsi in una realtà diversa dall’ambiente familiare. L’accompagnamento attivo si attua attraverso il percorso di diagnosi e cura, incluso l’insegnamento delle tecniche per migliorare il controllo sui sintomi. Presso il centro vengono organizzati giochi, letture, attività sportive e riabilitative.

 

Le cure a Misurina

È stato sottolineato che “gli asmatici non sono diversi”.  Annalisa Cogo, direttore sanitario dell’istituto, è, poi, intervenuta per parlare degli elementi distintivi e di come viene attualmente curato l’asma a Misurina. I vantaggi legati all’approccio globale al paziente sono amplificati dall’ambiente favorevole e dal particolare contesto logistico. Nell’ambiente montano l’aria è più fresca, l’umidità più scarsa, l’inquinamento è minore, gli allergeni sono poco rappresentati, soprattutto l’acaro della polvere, che ha bisogno di un clima caldo e umido per vivere. In particolare la minore densità dell’aria migliora i flussi respiratori e facilita la respirazione. Il soggiorno in quota procura nel tempo (permanenza minima di 10-12 giorni) una riduzione dell’infiammazione che caratterizza l’asma. La pratica dell’esercizio fisico è fondamentale e migliora lo sviluppo dei polmoni, con l’ottenimento di un volume respiratorio maggiore anche in età adulta. La montagna costituisce un’ottima possibilità per un esercizio fisico personalizzato da proporre al bambino asmatico. Grande importanza rivestono la socializzazione e il confronto tra i piccoli asmatici. La gestione globale della patologia attraverso il monitoraggio funzionale (spirometria), un’adeguata terapia medica, l’esercizio fisico e la fisioterapia, i programmi educazionali, produce notevoli risultati in termini di recupero della funzionalità respiratoria. Una vita attiva fin da bambini e il suo mantenimento da adulti migliora la funzione respiratoria e rallenta il declino fisiologico. Nel corso dell’esercizio fisico la ventilazione aumenta per soddisfare le maggiori richieste di ossigeno da parte dei muscoli. In montagna la ventilazione durante l’esercizio è più stimolata rispetto a quanto avviene a livello del mare. L’esercizio aerobico svolto regolarmente in età pediatrica/adolescenziale ottimizza l’attività polmonare, rinforza i muscoli respiratori e migliora il coordinamento tra torace e addome durante l’inspirazione e l’espirazione. Dall’asma non si guarisce, quindi si deve imparare a conviverci nel migliore dei modi. La gestione dell’asma presso l’istituto Pio XII° di Misurina rappresenta una vera e propria opzione terapeutica non farmacologica che contribuisce significativamente al miglioramento della patologia.

 

Il sogno di Sara

Sara Lazzari, 26 anni, una ex paziente dell’Istituto, è intervenuta per testimoniare la sua esperienza di asmatica e per dire quanto sia cambiata la sua vita in positivo. Sara, ormai adulta, si è avvicinata al mondo della montagna e pratica, attualmente, attività alpinistica ad alto livello. Per gli asmatici ben controllati non esistono preclusioni e l’asma non deve essere considerata una disabilità. Così ha assicurato Sara, forte del suo sogno realizzato.