#7000kmdavivere, due blogger sul Sentiero Italia CAI

Magnifici paesaggi e straordinaria ospitalità da parte del popolo sardo. Sono queste le prime impressioni di Francesco Bernabeo e Michela D'Annibale, che si sono messi in cammino i giorni scorsi da Santa Teresa Gallura per percorrere l'intero SiCai

Natura Gallura searchgo

Francesco e Michela nella natura della Gallura © Searchgo

Francesco e Michela si sono conosciuti due anni fa, poco prima dell’inizio della pandemia. Quando sono andati a convivere è iniziato il lockdown, dunque «questi mesi nei quali cammineremo e staremo insieme ventiquattr’ore su ventiquattro non ci spaventano».

Abruzzesi di Ortona (CH), trentotto anni lui, quarantadue lei, sono compagni di viaggio e di vita, e da pochi giorni hanno iniziato a percorrere il Sentiero Italia CAI. Con la loro associazione Searchgo, hanno infatti dato vita al progetto #7000kmdavivere, con il quale vogliono far conoscere le bellezze e le storie della aree interne del nostro Paese.
Questo viaggio è raccontato quotidianamente dalla coppia sul blog dell’associazione e sui social (Facebook e Instagram), sempre con allegria e un filo di ironia.

«L’anno scorso abbiamo percorso insieme il Cammino dei Briganti, dunque siamo già rodati come compagni di escursione. Del resto, questa è la vita che piace a entrambi, tra natura e condivisione».

L’arrivo è previsto a settembre a Muggia (TS), dove termina il lungo percorso escursionistico che attraversa tutte le regioni.

Un momento di pausa con lo sguardo rivolto al mare

L’accoglienza sarda

«Dopo pochi giorni di cammino potremmo già scrivere un libro. E siamo solo all’inizio del viaggio», ci raccontano dopo aver terminato la quinta tappa del SiCai. «La cosa più bella dopo questi primi giorni di cammino? Non abbiamo dubbi, l’accoglienza e la gentilezza dei sardi. Ci ha impressionato moltissimo, è davvero un popolo straordinario».

Francesco e Michela fanno tanti esempi. A partire da Marta e Andrea, gestori del primo punto accoglienza ufficiale del Sentiero Italia CAI (lo Stazzo Lu Furracu, tipico insediamento rurale gallurese a 8 km dalla costa). «Ci siamo fermati a mangiare e ci hanno trattato come dei figli», dice Michela.

Poi c’è il signor Peppone di Santa Teresa Gallura, che ha descritto ai due camminatori abruzzesi le bellezze del territorio. «Non è mancata una bottiglia di buon mirto, che ci ha regalato insieme a una maschera carnevalesca tipica gallurese, di buon auspicio per il cammino», scherza Michele.
«A Santa Teresa Gallura, del resto, si sono mobilitati davvero in tanti per darci una mano, a partire dai rappresentanti dell’Amministrazione comunale», aggiunge Michela.

L’accoglienza del popolo sardo è stata tale da modificare i piani dei due blogger, che prevedevano di trascorrere tutte le notti in tenda. «Quando siamo arrivati in paesi come Sant’Antonio Gallura e Calangianus, gli abitanti prima ci hanno accompagnato in un piccolo giro turistico, poi ci hanno invitato a casa loro, per una doccia calda, per un pasto in compagnia, e anche per trascorrere la notte», racconta ancora Michela.

«Davanti a un’ospitalità così genuina e sentita, non ci siamo sentiti di rifiutare. Alla fine della terza tappa, ad esempio, eravamo bagnati fradici dopo il guado di un fiume. E a Sant’Antonio in diversi hanno insistito perché andassimo a casa loro per riscaldarci e cambiarci», spiega Francesco, che aggiunge: «a colpirci sono stati anche gli ambienti, i paesaggi nei quali ci siamo immersi. Luoghi affascinanti, selvaggi, che stiamo scoprendo giorno dopo giorno».

Fra le criticità, i due camminatori segnalano la scarsità di punti acqua lungo questa parte iniziale del Sentiero Italia CAI. «Ma lo sapevamo già, ci siamo preparati», chiariscono.

Lago di Liscia Searchgo

Davanti al Lago di Liscia © Searchgo

Il cammino è vita

Per la coppia camminare significa vivere. E questi primi giorni sul Sentiero Italia CAI ne sono stati la dimostrazione.

«Non ci siamo persi davvero niente di ciò che ci circonda. Quando si cammina, si vede tutto da una prospettiva diversa e straordinaria», è il pensiero di Francesco.
Michela ammette: «io mi commuovo spesso davanti a certi paesaggi, mi è già successo un paio di volte».

Con il loro progetto, i due blogger hanno obiettivi precisi.

«Quello che più mi sta a cuore è riuscire a promuovere l’attività fisica e motoria, indispensabile per uno stile di vita salutare e amico dell’ambiente», afferma Francesco. «Questo vale ovviamente in primis per chi vuole frequentare l’ambiente naturale, ma anche per tutti gli altri. Mi capita di vedere gente che prende la macchina per sbrigare le faccende della vita di tutti i giorni, anche per andare a poche centinaia di metri di distanza. E, vi assicuro, mi viene un tuffo al cuore. Dobbiamo imparare a utilizzare mezzi sostenibili per muoverci, a partire dalle nostre gambe».

Michela, dal canto suo, ha anche altri obiettivi personali.

«Voglio ribadire che ogni donna, con la giusta serenità mentale, può compiere imprese importanti. Dal lato più strettamente personale, inoltre, questo progetto vuole rappresentare per me una sorta di rinascita dopo un periodo non facile della mia vita».

Segnaletica SiCai Search go

Segnaletica SiCai © Searchgo

Servizio, racconto e solidarietà

Il progetto #7000kmdavivere, patrocinato e supportato dal Club alpino italiano, intende anche essere di servizio a chi percorrerà il Sentiero Italia CAI, o parti di esso, nel prossimo futuro. Francesco e Michela stanno infatti segnalando le criticità incontrate lungo il percorso alla Sede centrale del Sodalizio per una loro risoluzione.

Tra i numerosi partner del progetto c’è anche la Commissione europea. I due camminatori infatti attraverseranno luoghi e racconteranno progetti e iniziative la cui realizzazione è stata resa possibile grazie al contributo concreto dell’Unione Europea.

Non mancherà infine la solidarietà, grazie alla collaborazione con Anffas Onlus, l’Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale.
«Abbiamo conosciuto i ragazzi della sezione di Ortona di questa associazione. Sono persone davvero straordinarie. Per questo motivo ci siamo messi a disposizione di tutte le realtà locali di Anfass, se vorranno unirsi a noi per percorrere anche un breve tratto di percorso insieme», conclude la coppia.