#7000kmdavivere, i blogger di Search Go in visita al parco museo S’Abba Frisca in Sardegna

I due camminatori infatti stanno attraversando luoghi e stanno raccontando progetti e iniziative la cui realizzazione è stata resa possibile grazie al contributo concreto dell’Unione Europea

I ragazzi di Search Go in visita al parco S’Abba Frisca © Cai Sardegna

#7000kmdavivere è un progetto realizzato da due blogger abruzzesi, Francesco Bernabeo e Michela d’Annibale, riuniti sotto il nome di Search Go.  La coppia ha deciso di percorrere l’intero percorso del Sentiero Italia CAI. Al momento, i due ragazzi stanno percorrendo il tratto che attraversa la Sardegna. Il progetto #7000kmdavivere è patrocinato e supportato dal Club alpino italiano e tra i numerosi partner del progetto c’è anche la Commissione europea. I due camminatori infatti stanno attraversando luoghi e stanno raccontando progetti e iniziative la cui realizzazione è stata resa possibile grazie al contributo concreto dell’Unione Europea.

Come il museo parco S’Abba Frisca a Dorgali, in provincia di Nuoro. «I fondi europei destinati al Parco museo nell’ambito del programma FESR (Fondo europeo per lo Sviluppo Regionale) sono un esempio di come l’Unione europea è al servizio del territorio sardo e di tutti i cittadini», fanno sapere dalla Commissione. «I due ragazzi sanno che nei pressi del Sentiero sotto Monte Ruiu c’è un luogo magico, legato con l’Europa e lì devono far tappa», racconta il presidente del Cai Sardegna, Matteo Marteddu, presente all’incontro.

«Cai ed Europa – dicono Francesco e Michela – colgono l’importanza della sostenibilità e dell’innovazione. Due termini ben coniugati qui nel Museo Parco de S’Abba Frisca»«È cultura – proseguono i ragazzi – storia locale sarda, è passato e futuro». Gli escursionisti sono stati accolti dal Sindaco Angela Testone con la sua giunta, insieme al presidente del Cai Nuoro Tonino Ladu. Senza dimenticare i fondatori del parco, Portolu Secci e i figli Marcello e Gianluca.

Recuperare la memoria storica

Il Parco Museo sorge su un’azienda agricola tramandata di generazione in generazione, ininterrottamente attiva e produttiva da oltre duecento anni. Il passaggio da azienda agricola a Parco – Museo si ebbe quando Secci entrò in possesso della stessa. L’azienda è stata ampliata e valorizzata nel giro di quarant’anni con l’obiettivo di recuperare la memoria storica con significativi interventi strutturali negli ambienti e nella salvaguardia degli oggetti esistenti.

 

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