Cai Alto Adige e Avs dicono no alla montagna luna park

Le associazioni esprimono ferma contrarietà al progetto di costruzione del nuovo Rifugio Santner sul Catinaccio, che amplierebbe di cinque-sei volte la vecchia struttura. Perplessità anche sulla nuova strada per Antersac

Gruppo catinaccio

Il gruppo del Catinaccio visto da Bolzano © Wikimedia Commons

«Secondo noi, la conservazione della natura, la protezione del paesaggio e la sostenibilità dovrebbero a nostro avviso essere gli obiettivi principali delle Dolomiti Patrimonio mondiale Unesco e non, come sembra, un puro strumento di marketing. Siamo molto delusi».
Si conclude così la lettera inviata i giorni scorsi al presidente della Provincia Autonoma di Bolzano Arno Kompatscher dai presidenti dell’Alpenverein Südtirol e del Cai Alto Adige, rispettivamente Georg Simeoni e Carlo Zanella.
Una presa di posizione che si oppone ai progetti calati dall’alto, che vedono la montagna come un luna park, contro i quali «dovrebbe fare di più anche la Fondazione Dolomiti Unesco».

Il nuovo Rifugio Santner

A scatenare la protesta è stata in particolare la recente approvazione della costruzione del nuovo Rifugio Passo Santner, ai piedi del Catinaccio, a quota 2734 metri.

«Ci troviamo nel Parco Naturale Sciliar-Catinaccio, in piena area Unesco», spiega Zanella. «Le ristrutturazioni vanno bene, ma questo non vuole dire aumentare di cinque-sei volte la cubatura di quello che oggi è poco più di un bivacco. Un rifugio di queste dimensioni in questo luogo a mio avviso non ha poi nessuna giustificazione alpinistica. Del resto l’ultima versione del progetto è stata approvata senza la consultazione della Commissione paritetica Provincia-Cai-Avs sui rifugi. Questa non è una ristrutturazione, ma una ricostruzione vera e propria».

Le ruspe in questi giorni hanno iniziato i lavori, ma Zanella si dice pronto, insieme all’Avs a presentare un esposto, se ne ravvisasse le condizioni.

Rifugio Santner

Il Rifugio Santner com’è oggi © Svíčková - Wikimedia Commons

La strada per Antersac

Cai Alto Adige e Avs stanno puntando la lente d’ingrandimento anche sul progetto di costruzione di una nuova strada per Antersasc, in una zona a tripla protezione (Parco Naturale Puez/Geisler, Rete Natura 2000 e Dolomiti Unesco).

«Il suo scopo sarebbe quello di servire le malghe con i fuoristrada. E a questo non siamo contrari a priori», continua Zanella. «Il timore però è che diventi una via percorribile anche da auto e pulmini, con la conseguenza di portare in quota rumore, inquinamento e un numero insostenibile di turisti».

Zanella conclude con una nota positiva.

«Il progetto del nuovo rifugio Coronelle (anch’esso citato nella lettera n.d.r.), con la relativa torre di vetro, è stato al momento sospeso per motivi  di natura geologica».