Il Cai FVG chiede alla Regione di rivedere i progetti previsti per alcuni poli sciistici

"Una scelta che appare, per molti versi, sorprendente, ma soprattutto  alquanto deludente perché rivela una visione di sviluppo superata"

Il polo di Sella Nevea, (nuovo impianto sul Montasio) © Cai FVG

Il piano di investimenti per la montagna della Giunta regionale, pari ad oltre 57 milioni di euro su un arco triennale, prevede un considerevole impiego di risorse destinate principalmente ai poli sciistici, scrive il Cai Friuli Venezia Giulia. «Una scelta che appare, per molti versi, sorprendente, ad esempio in relazione alle precedenti posizioni di Promoturismo Fvg, ma soprattutto  alquanto deludente perché rivela una visione di sviluppo superata, destinata all’insuccesso economico, pregiudizievole per la sorte di beni e risorse naturali e infine del tutto disinteressata alle prospettive di una fruizione alternativa dell’ambiente montano», spiega il presidente Silverio Giurgevich, in una nota trasmessa al presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, e presentata la scorsa settimana all’assessore Sergio Emidio Bini, nel corso di un incontro di una delegazione del Cai regionale con l’Assessore al Turismo.

Il Cai Fvg ha anche sottoposto all’attenzione della Giunta regionale l’analisi contenuta nel documento nazionale “Cambiamenti climatici, neve, industria dello sci”, con cui il Club Alpino Italiano motiva la propria contrarietà alla creazione di nuovi impianti sciistici e all’ampliamento di quelli esistenti, offrendo al contempo proposte per orientare le politiche per le terre alte in un’ottica ambientale e di vivibilità.

I progetti, nel dettaglio

Rispetto alle linee nazionali, le iniziative locali in fase di progettazione o autorizzazione che preoccupano maggiormente il Cai sono quelle previste nel Polo di Tarvisio (sia il nuovo impianto di Valbruna al Lussari, che la nuova pista Lazzaro, con arrivo a soli 800 m di altitudine), nel Polo di Forni di Sopra/Sauris (nuovo impianto del Monte Simon), nel Polo di Sella Nevea (nuovo impianto sul Montasio). Vengono rilevate criticità anche nel Polo di Sappada, dove il collegamento tra le aree Pista Nera – Pian dei Nidi andrebbe a insistere su una zona, pur contigua all’esistente, avente vincoli ambientali (ZPS), oltre a presentare importanti problematiche morfologiche e idrogeologiche. Il Cai Fvg ha inoltre evidenziato la necessità della rimozione dei ruderi di vecchi impianti sciistici, che deturpano l’ambiente.

Giurgevich ha infine ribadito nella nota la disponibilità del Cai al dialogo e al confronto con l’Amministrazione regionale su tali tematiche, oltretutto in un momento in cui si colgono «incoraggianti segnali di attenzione per una montagna in grado di offrire tantissime opportunità in termini di appaganti alternative alla ‘monocultura dello sci’, ma anche prospettive di lavoro, di fare impresa».