Cai Tam Liguria: contraria alla realizzazione della Diga Perfigli

La costruzione della “Diga Perfigli” avrebbe un impatto ambientale negativo andando ad alterare irrimediabilmente uno dei siti ornitologici più importanti per la Liguria costiera

La parte terminale del fiume Entella © Dapa19 (fonte Wikipedia)

«La costruzione della “Diga Perfigli” avrebbe un impatto ambientale negativo andando ad alterare irrimediabilmente uno dei siti ornitologici più importanti per la Liguria costiera, senza contare che la costruzione di fondamenta così massicce come quelle ipotizzate renderà probabilmente più difficile il raggiungimento dell’acqua nella falda usata per uso potabile e irrigazione», spiega la commissione interregionale Tam Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta.  Durante la riunione, che si è tenuta lo scorso 11 gennaio, il Cai Liguria ha approvato una posizione contraria rispetto all’opera sul fiume Entella, nel comune di Lavagna.

Imponente e non necessaria

La diga riguarda il tratto terminale del fiume Entella. In particolare, si tratta di una serie di interventi pensati per mitigare il rischio di alluvioni nel territorio di Chiavari e di Lavagna. L’opera sarà lunga 1500 metri e sarà fondata su una struttura di cemento armato con imponenti fondazioni. L’argine andrebbe a sostituire la vecchia diga napoleonica, (il cosiddetto “seggiun”), che è ancora efficiente  e necessita solo di minime opere di manutenzione,

«Certamente la sicurezza della popolazione è di importanza primaria, ma bisogna considerare che il progetto si fonda su analisi e studi che risalgono ai primi anni 2000, in base a dati e parametri che appaiono superati», scrive la commissione Tam. Statisticamente, le esondazioni avvengono con maggiore frequenza a monte del tratto interessato nei pressi della confluenza dei torrenti Lavagna e Sturla, mentre nella parte finale, il regolare deflusso dell’acqua è ostacolato dalle dune sabbiose che si sono formate soprattutto dopo la costruzione dei porti di Lavagna e Chiavari e la conseguente modifica della direzione naturale della bocca del fiume, puntualizza ancora.

Altre soluzioni

«Purtroppo l’iter burocratico per la realizzazione della struttura è già partito, ma il buon senso richiederebbe un ripensamento, un aggiornamento degli studi e la conseguente realizzazione di opere meno invasive, a partire da manutenzione e adeguamento dell’argine napoleonico – concludeUn’altra operazione auspicabile sarebbe uno studio della situazione della foce dell’Entella e l’attuazione di interventi atti a migliorare il deflusso delle acque in mare, in modo da diminuire il pericolo di alluvione nella parte terminale del fiume».