“Cordate vocali”: le diverse sfumature del sentimento popolare

Venerdì 30 aprile è stato il giorno del secondo appuntamento di Cordate vocali, suoni e immagini dei cori Cai. Il tema dell’evento, sono i canti della tradizione popolare regionale

Un’immagine del video dell’interpretazione del brano “la bela de Oflaga” © Coro Cet Milano

Venerdì 30 aprile è stato il giorno del secondo appuntamento di Cordate vocali, suoni e immagini dei cori Cai, una serata trasmessa su YouTube e Facebook, promossa dal Centro Nazionale Coralità. Il tutto con l’obiettivo di  far conoscere ad un vasto pubblico i tesori nascosti nel repertorio dei 76 cori del Cai. Il tema dell’evento, sono i canti della tradizione popolare regionale. La serata è stata introdotta dall’intervista del direttore di Montagne360 e Lo Scarpone Luca Calzolari al presidente del Centro Nazionale Coralità Gianluigi Montresor. Su YouTube le visualizzazioni sono state più di 3mila, mentre su Facebook più di 4mila.

«Una tradizione che affonda le sue radici nel tempo e che si continua a tramandare all’interno delle regioni. Canti che non sempre oltrepassano il confine regionale e che rimangono relegati all’interno dei loro territori”, spiega Montresor. Opere diverse tra loro ma che sono caratterizzate da uno sfondo comune: la civiltà contadina. «Una tradizione fatta di feste campestri ma soprattutto di sentimenti che sono universali, come l’amore, spesso contrastato. Senza dimenticare il lavoro e le professioni agricole e legate all’artigianato. Non si tratta solo di uno sguardo rivolto al passato, ma che guarda anche al presente e al futuro: come la lontananza o l’amore per la propria terra natia», continua Montresor.

Come far rivivere i suoni del passato 

«Come direttrice di un coro Cai ho sempre posto al centro della mia ricerca, il modo in cui far rivivere oggi i suoni del nostro passato. Una problematica che rappresenta una questione centrale per tutti i cori del Club alpino», afferma Giuseppina Antonucci, direttrice del Coro Cai di Frosinone.  «La parola chiave credo che sia rispetto. La tradizione va rispettata non perché deve essere congelata e riprodotta filologicamente così com’è, ma perchè deve essere conosciuta con profondità. Il rispetto di cui parlo è la conoscenza profonda. Partendo da questo il compositore può fare quello che vuole», spiega l’etnomusicologa Serena Facci. «Più si riesce a considerare quelle partiture non come segni statici sulla carta, ma il risultato di suoni che sono vissuti nella memoria vocali delle persone, più si riuscirà ad interpretarli al meglio», continua Facci.

Le diverse sfumature del sentimento popolare

In seguito, Andrea Zanotti, esperto emerito del Centro Nazionale Coralità e Presidente del Coro della SOSAT di Trento, ha offerto il suo contributo e condiviso la sua conoscenza per raccontare i brani protagonisti della serata. Da “La bela de Oflaga” interpretata dal Coro CET di Milano ai temi musicali della Ciociaria proposti dal Cai di Frosinone: «sono opere che pongono il tema della restituzione colta della tradizione popolare», spiega Zanotti. Interpretato dal coro “la Martinella” del Cai Firenze, ”La Mamma ‘un vòle” è un pezzo toscano giocoso che rimanda alla tradizione popolare del tema del corteggiamento e dell’amore, anche erotico.

Infine, si prosegue con le performance dei Cori Cai di Belluno, Roma, Piacenza e Torino. I brani interpretati riportano alla luce le diverse sfumature del sentimento popolare. “Lè ben ver che mi slontani” parla di emigrazione e dell’abbandono della propria terra natia. Interpretato dal coro del Cai Piacenza, “Rusi Rusi Rusì” è un canto abruzzese che mette in scena l’amore per la propria amata, adattato al dialetto piacentino. «Infine, è interessante seguire il contrasto tra una stornellata romana eseguita dal coro cai di Roma e il luogo in cui si trovano i cantanti, un’aula di montecitorio», continua Zanotti. La conclusione è affidata al coro Cai Uget di Torino, con “la bergera”: un canto piemontese in cui riecheggiano echi ed accenti della tradizione provenzale.

Un’immagine del Coro “La Martinella” del Cai Firenze © Un'immagine del Coro Cai


Ettore Varacalli, Direttore del Coro Cai “La Martinella” di Firenze,
ha chiuso  la serata anticipando il tema del terzo appuntamento di venerdì 28 maggio 2021: I canti di ispirazione popolare d’autore. «Brani ed opere che contribuiscono ad arricchire e tenere aggiornati i repertori dei nostri cori Cai», spiega Varacalli