Un frame da PASANG: IN THE SHADOW OF EVERESTIl primo venerdì di gennaio è, per ogni appassionato di montagna, il tempo dei nuovi propositi e degli sguardi che tornano a puntare con decisione verso l’alto. Per inaugurare il nuovo ciclo solare, la nostra rubrica cinematografica ha deciso di portarvi dove l’ossigeno si fa rarefatto e il confine tra ambizione e sopravvivenza diventa sottile: sugli Ottomila.
Abbiamo selezionato tre pellicole che offrono la possibilità di osservare le vette più alte della Terra da tre prospettive differenti. Gli Ottomila sono molto più di colossi geologici. Sono montagne dal significato profondo, che può variare in funzione di chi le viva come protagonista.
Cosa si cerca sugli Ottomila? Forse questa è la domanda che si presta maggiormente come filo conduttore tra le tre storie che stiamo per presentarvi.
C’è chi sugli Ottomila va alla ricerca della sfida estrema. È il caso di Rasmus Kragh, protagonista di “Everest Without Oxygen - The Ultimate Egotrip”, un alpinista danese che insegue il sogno di essere il primo della sua nazione a salire sul Tetto del Mondo senza l'ausilio di ossigeno supplementare. Un film che invita a interrogarsi sui limiti delle spedizioni commerciali, sul peso dell’ego, sulla fatica di una rinuncia e sull’etica della performance in un’epoca caratterizzata da una tendenza al sovraffollamento in alta quota.
C’è chi sugli Ottomila lavora, con coraggio e determinazione. In “Pasang: In the Shadow of Everest” è raccontata e celebrata la figura storica di Pasang Lhamu Sherpa, che nel 1993 divenne la prima donna nepalese a toccare la cima del mondo. La sua non è stata solo un’impresa alpinistica, ma una lotta sociale per il diritto delle donne e del popolo Sherpa di non essere solo "portatori", ma protagonisti della propria storia.
C’è chi sugli Ottomila cerca se stesso, rendendosi protagonista di avventure in solitaria a un passo dal cielo, alla ricerca di silenzi e leggerezza. La terza e ultima pellicola, con cui si concluderà il viaggio odierno nell’aria sottile, è “Envol vers les 8000”, il racconto dell’avventura realizzata da Antoine Girard, esperto “paralpinista” francese, come egli stesso ama definirsi, tra le vette del nord del Pakistan. 19 giorni di volo bivacco tra i Giganti himalayani, che hanno portato al raggiungimento di un record mondiale di altitudine, con sorvolo del Broad Peak, a una quota di 8.157 metri. Una impresa che gli è valsa la nomination come Adventurer of the Year di National Geographic.
Tre pellicole che fungono da stimolo per una riflessione più generale sul significato che ciascuno di noi affida alla montagna.
EVEREST WITHOUT OXYGEN - THE ULTIMATE EGOTRIP
di Jesper Ærø
Più di 5.000 alpinisti hanno raggiunto la cima dell’Everest, ma solo poco più di 200 lo hanno fatto senza ossigeno, e molti sono morti provandoci. Rasmus sogna di diventare il primo danese a raggiungere il limite più alto del mondo senza una bombola sulla schiena. Una violenta tempesta sta per porre fine alla sua sfida, ma Rasmus resta determinato a raggiungere la cima della montagna più alta del mondo. Inseguire il suo sogno estremo si trasforma però in ossessione.
PASANG: IN THE SHADOW OF EVEREST
di Nancy Svendsen
La cronaca del tragico e appassionante percorso che portò Pasang Lhamu Sherpa a diventare la prima donna nepalese a scalare l’Everest, nel 1993. Come donna indigena, non istruita e buddista, in un regno indù, il sogno di Pasang di scalare la leggendaria montagna la mette contro la famiglia, gli alpinisti stranieri, il suo governo e la natura stessa. PASANG: THE SHADOW OF EVEREST celebra la sua storica impresa, che coinvolgerà un intero Paese e darà a una nuova generazione il coraggio di credere nelle proprie possibilità.
ENVOL VERS LES 8000
di Antoine Girard
Antoine Girard attraversa in parapendio il nord del Pakistan, coprendo oltre 1200 km in solitaria durante 19 giorni lungo l’Himalaya, fino a raggiungere 8157m di altitudine per sorvolare il Broad Peak.