A 36 km/h sotto il pelo dell’acqua: un viaggio subacqueo sul dorso dei pinguini

In occasione del Penguin Awareness Day, vi sveliamo quanto i goffi pinguini siano in realtà eccezionali nuotatori.

Nell’immaginario collettivo i pinguini sono uccelli dall'andatura goffa e dondolante, dettata da una conformazione fisica che sembra fatta apposta per la vita a terra. Ma riuscireste a immaginare che questi “volatili non volanti” siano in grado di superare i 30 km/h di velocità non appena toccano l'acqua?

In occasione della Giornata di sensibilizzazione sui pinguini (Penguin Awareness Day), vi proponiamo un documento eccezionale, condiviso di recente dal Centro Scientifico Nazionale Antartico dell'Ucraina. Un video realizzato grazie a tecnologie di ultima generazione dai ricercatori della stazione antartica Akademik Vernadsky, che offre una prospettiva "in prima persona" della vita subacquea del pinguino subantartico (Pygoscelis papua), noto anche come pinguino "Gentoo"

 

 

Un viaggio subacqueo a dorso di pinguino

Il pinguino Gentoo (o pinguino subantartico) è facilmente riconoscibile all’interno della famiglia degli Sfeniscidi, grazie a una caratteristica macchia bianca posizionata sopra gli occhi e al becco arancione brillante

Si tratta della terza specie di pinguino più grande al mondo, dopo il pinguino Imperatore (Aptenodytes forsteri) e il pinguino Re (Aptenodytes patagonicus). Può raggiungere un'altezza di 75-80 centimetri e un peso di circa 5-8 chilogrammi. Una bella mole, che potrebbe apparentemente indurre a immaginarlo come un nuotatore poco atletico. La verità è decisamente diversa dalle aspettative.

Le immagini, realizzate dai ricercatori della stazione Akademik Vernadsky, in collaborazione con l'Istituto Polare Norvegese, mostrano pinguini Gentoo che sfrecciano a velocità incredibili sott’acqua. Da notare è che le riprese non sono state accelerate: quello che viene mostrato nel video è il ritmo reale di questi uccelli, i più veloci tra tutte le specie di pinguini, capaci di toccare punte di 36 km/h. A titolo di confronto, è una velocità quasi quattro volte superiore a quella dei migliori nuotatori olimpici umani.

Per catturare queste immagini, gli scienziati hanno installato temporaneamente sulla schiena degli animali delle minicamere e dei localizzatori GPS. "Il localizzatore rimane posizionato per circa tre settimane, mentre la telecamera viene rimossa dopo sole 24 ore per ridurre al minimo l'impatto sull'animale", spiegano i biologi.

Il posizionamento è studiato nei minimi dettagli: la parte superiore del dorso è ampia e quasi immobile durante il nuoto, permettendo di fissare l'attrezzatura con nastri e colle speciali che non danneggiano il piumaggio e vengono rimosse in sicurezza quando l'uccello torna al nido.

Il video mostra chiaramente la tecnica di volo subacqueo, che vede i pinguini usare le ali corte e rigide come veri e propri remi, con un movimento che ricalca il battito d'ali degli uccelli nel cielo.

In alcuni fotogrammi si vedono bollicine sprigionarsi dal corpo. Si tratta di aria, intrappolata sotto le piume per ridurre l'attrito e scivolare meglio. Un altro dettaglio biologico che può essere colto dalla registrazione è l’agilità con cui i pinguini sono in grado di lanciarsi a caccia dentro i banchi di krill, componente fondamentale della loro dieta.

Anche il rientro sulla terraferma richiede doti atletiche altrettanto sbalorditive. Come evidenziato dai ricercatori, se la marea è bassa o la riva è alta, i pinguini sono in grado di effettuare salti fuori dall'acqua che raggiungono i 3 metri di altezza. Per farlo, risalgono in velocità verso la superficie dell’acqua, come a darsi la carica, per poi cambiare l'angolo di traiettoria all'ultimo istante e "decollare" in direzione della superficie ghiacciata, dove atterrano con precisione sui piedi o sul petto.

 

 Questa abilità è fondamentale per sfuggire ai predatori, come le foche leopardo. Anche la meticolosa cura delle piume, che può essere notata nel video, ha una sua precisa funzione: un piumaggio disordinato comprometterebbe l'isolamento termico e l'idrodinamicità, rendendo il pinguino vulnerabile al freddo e meno rapido nel nuoto.

Al di là della bellezza delle immagini, questa ricerca ha uno scopo ambientale urgente. Lo studio fa infatti parte del progetto di monitoraggio della Commissione per la protezione delle risorse sensibili dell'Antartico (CCAMLR). L'obiettivo è raccogliere dati scientifici a supporto della creazione di nuove aree marine protette nella Penisola Antartica, dove la pesca industriale del krill rappresenta oggi un fattore di competizione diretta con l'alimentazione degli animali.