Alex Honnold in primo piano, sullo sfondo il Taipei 101Il 23 gennaio, Alex Honnold scalerà il Taipei 101, il grattacielo più alto di Taiwan. 101 sono i piani, 508 i metri, per una arrampicata pensata e voluta come un vero e proprio show, tanto che sarà trasmessa in diretta su Netflix. Lo speciale si chiamerà Skyscraper live e il successo è sicuramente assicurato. La presa che un evento di questo tipo può generare sul pubblico non specializzato è altissima e il fatto che Alex scali senza corda rende l'impatto mediatico certo e grandioso.
Se è facile immaginare i commenti dei fan e degli addetti ai lavori, fino a oggi non si sapeva moltissimo di quanto lo stesso Honnold pensa o ritiene di comunicare a riguardo. È interessante in questo senso quanto emerso da una intervista apparsa su Whipper Media, di cui vi riportiamo alcuni passaggi. A quanto pare, per Alex scalare il grattacielo taiwanese non è solo una trovata mediatica, ma un vero e proprio tarlo che si è insinuato nella sua testa diverso tempo fa. “Ho visto questo edificio per la prima volta più di dieci anni fa e da allora ho sperato di avere l'opportunità di scalarlo. Ero davvero entusiasta e ho iniziato ad allenarmi con due mesi e mezzo di anticipo, anche se avrei voluto incominciare addirittura prima. Ma non bisogna iniziare troppo presto, o la forma poi cala”.
Con moglie e figli passo più tempo a casa, ma arrampicare non è così diverso
La scalata di Honnold non sarà una “prima ascensione”, perché il Taipei 101 era già stato salito dal guru del free solo Alain Robert nel 2004, il giorno di Natale. Proprio il francese però in quell'occasione lo scalò in top rope, per volere del governo locale che voleva evitare possibili tragedie. Al tempo il Taipei 101 era il grattacielo più alto al mondo ed era ancora in fase di ultimazione, Robert ci mise solo quattro ore, nonostante un braccio non al cento per cento. Alex è molto concentrato sull'obiettivo. “Sarebbe la più grande scalata urbana in solitaria di sempre. Spero perciò di scalarlo bene e senza intoppi. È una sottile distinzione che un osservatore potrebbe non notare, ma per me è importante scalare questo edificio bene. Vuoi sentirti bene mentre lo fai”.
Ovviamente gli è stato chiesto come si sente rispetto ai tempi di Free solo, quando ancora non era padre e marito. La risposta è come sempre in Alex molto razionale. “Onestamente, non sono in una situazione così diversa come la gente potrebbe pensare. In pratica continuo ad arrampicare tutto il tempo. Avere moglie e figli complica il tutto: passo più tempo a casa e meno tempo all'estero e cose del genere. Ma continuo ad arrampicare tutto il tempo, quindi non è poi così diverso. La vera differenza è che a 23 anni nelle cose ti butti e basta, a 40 anni l'approccio è più ragionato e ti prepari un po' di più”. Il pensiero alla famiglia c'è, ma declinato in una accezione del tutto particolare. “Quando avrò finito festeggeremo tutti insieme: mangeremo al buffet che avranno preparato. Dicono che è ottimo”.