Alpi: 3 nuove specie di api in Italia. Chiave il ruolo delle aree montane

Uno studio recente documenta la prima segnalazione in Italia di tre specie di api selvatiche e chiarisce la distribuzione di una quarta. Dall’Appennino abruzzese alle Alpi, le aree montane si confermano hotspot di biodiversità ancora in parte inesplorata.
Ape © Pixabay

Un recente studio condotto dagli entomologi Marco Bonifacino, Maurizio Cornalba, Sirio Gamba, Cristina Mantoni e Maurizio Mei ha documentato la prima segnalazione in Italia di tre specie di api, ampliando in modo significativo le conoscenze sulla biodiversità del nostro Paese e confermando il ruolo chiave degli ambienti montani e delle aree protette.

Le specie segnalate per la prima volta sono Chelostoma nasutum, Trachusa laeviventris e Nomada trispinosa. A queste si aggiunge un importante chiarimento sulla distribuzione di Megachile rufescens, finora ritenuta limitata oltre confine.

Tra le novità più rilevanti spicca senza dubbio Chelostoma nasutum, una piccola ape solitaria legata in modo esclusivo ai fiori di campanula. La specie è stata rinvenuta in ambienti montani dell’Abruzzo, all’interno del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e nel Parco del Gran Sasso e Monti della Laga, in località come Cicerana, Scanno e Monte Godi. Nota fino a oggi in Francia meridionale e nell’Europa orientale, la sua presenza sugli Appennini colma un importante vuoto nella distribuzione geografica della specie. Ma il dato più interessante è ecologico: la scoperta conferma come le aree montane, spesso considerate marginali, ospitino in realtà comunità altamente specializzate e fragili, legate a specifiche piante e microhabitat.

 

Dalle Alpi liguri al Friuli

Il Nord Italia emerge come un altro snodo fondamentale. In Liguria occidentale è stata infatti individuata Trachusa laeviventris, specie tipica del Mediterraneo occidentale, già nota in Spagna e Francia. Il suo ritrovamento non sorprende del tutto, ma rafforza l’idea della Liguria come ponte biogeografico tra aree faunistiche diverse, dove anche i rilievi costieri e prealpini svolgono un ruolo di collegamento ecologico.

Ancora più interessante è il caso di Nomada trispinosa, un’ape cleptoparassita che depone le uova nei nidi di altre api. Dopo segnalazioni passate rivelatesi errate, lo studio conferma finalmente la prima presenza certa in Italia, in Friuli-Venezia Giulia, in prossimità del confine sloveno. Un’ulteriore dimostrazione di come le zone montane e pedemontane del nord-est siano aree di transizione biologica di grande valore.

 

Megachile rufescens

Lo studio affronta anche il caso di Megachile rufescens, specie osservata in Liguria, Piemonte e Lombardia. I dati raccolti mostrano che non si tratta di una presenza isolata, ma di una popolazione continua che attraversa le Alpi, superando il confine con la Francia. Gli autori ipotizzano inoltre che questa specie e una forma simile diffusa nel resto d’Italia possano appartenere a un’unica entità biologica, aprendo nuovi scenari tassonomici.