Soluzioni efficaci e controlli severi per
ridurre il traffico veicolare sui passi dolomitici. È quello che hanno nuovamente chiesto le associazioni ambientaliste altoatesine (tra cui il
Cai Alto Adige) in un recente incontro con l'assessore alla mobilità della Provincia di Bolzano
Daniel Alfreider.
Potenziare il trasporto pubblico
Come spiegato in una nota congiunta, le associazioni hanno accolto con favore l'impegno assunto dall'assessore di intensificare i controlli sulla velocità e sul rumore dalla proossime estate. È stata anche apprezzata la presentazione di una proposta che intende trasformare le Dolomiti in una zona a emissioni ridotte attraverso la circolazione di automobili elettriche.
«Tuttavia ricordiamo che il trasporto pubblico deve essere potenziato maggiormente, perché l’utilizzo di automobili elettriche rimane comunque una modalità di trasporto individuale. Al contrario la vera sfida per il futuro è quella di liberare le Dolomiti dal traffico veicolare», si legge nella nota.
Inserire i divieti di circolazione temporanei
Finché il progetto “Dolomiti a emissioni ridotte” non sarà attuato e il trasporto pubblico potenziato, per le associazioni è doveroso introdurre i
divieti di circolazione temporanei.
«Questa proposta è stata avanzata più volte - purtroppo finora senza successo - e potrebbe essere attuata su tutti i passi della provincia. Eccetto il progetto pilota al Passo Sella, con la chiusura temporanea della strada per 8 mercoledì in luglio e agosto 2017, non sono state intraprese altre azioni concrete», ribadiscono le associazioni. «Per anni la politica locale si è opposta alle misure di riduzione del traffico sulle strade delle dolomiti senza alcun argomento convincente. Le ragioni addotte sono state la responsabilità dello Stato sulla regolamentazione del traffico stradale, la mancanza di coordinamento tra le province e le regioni e la mancanza di personale per le attività di controllo».
Impegno e azioni concrete
Del resto, la legge n. 156 del 09.11.2021 ha introdotto nel Codice della Strada la
tutela dell'ambiente e del paesaggio tra le finalità primarie di ordine sociale ed economico perseguite dallo Stato, anche nella circolazione stradale. Nell'art. 6, inoltre, è stata introdotta la possibilità di
limitare il traffico sulle strade che attraversano i siti inseriti nella lista Unesco.
«Questi provvedimenti concretizzano ciò che le associazioni ambientaliste chiedono da tempo: azioni concrete piuttosto che nuove promesse. Chiediamo quindi alla politica di impegnarsi senza ulteriori indugi per ridurre il traffico sulle strade dei passi e di predisporre un calendario di azioni concrete a partire già dalla prossima estate. L’intensità del traffico ha raggiunto livelli oramai insopportabili e inficia sia la qualità della vita dei residenti che l’esperienza degli ospiti e dei turisti».
La nota è stata firmata, oltre che dal Cai Alto Adige, da Avs, Lia da Mont, Dachverband für Umweltschutz, Heimatpflegeverband, Mountain Wilderness, Wwf, Lia per Natura y Usanzes, Italia Nostra e Nosc Cunfin.