“Anima”, il Parco dello Stelvio racconta se stesso a novant’anni dalla nascita

Presentato a Bormio il volume Anima, pubblicazione celebrativa dei novant’anni del Parco Nazionale dello Stelvio. Un progetto editoriale bilingue che intreccia ricerca, paesaggio e comunità per restituire l’identità profonda di uno dei territori protetti più importanti delle Alpi.

Nel cuore del contesto olimpico di Bormio, la sala Bormio Media Lounge ha ospitato nel tardo pomeriggio di mercoledì 18 febbraio la presentazione di Anima, il volume con cui il Parco Nazionale dello Stelvio celebra i novant’anni dalla sua istituzione. Un progetto editoriale di grande formato, bilingue – italiano/inglese e tedesco/inglese – che in oltre 170 pagine racconta il Parco attraverso un linguaggio visivo e narrativo pensato per evocare, prima ancora che descrivere.

Alla presentazione hanno preso parte il direttore della sezione lombarda del Parco, Franco Claretti, la curatrice del volume e coordinatrice dei progetti di comunicazione scientifica Anna Sustersic, il responsabile della ricerca scientifica Luca Corlatti e Massimo Favaron dell’Ufficio Didattica e Divulgazione. È stata proprio Sustersic a illustrare l’impianto concettuale del libro, nato sulla scia del Piano di Interpretazione Ambientale redatto nel 2022, documento che ha fornito nuove chiavi di lettura del territorio dello Stelvio.

I sette capitoli che compongono Anima accompagnano il lettore lungo le dimensioni più significative dell’area protetta: un’escursione altimetrica che sfiora i 4000 metri, un territorio modellato dall’acqua e ancora custode di ghiacciai preziosi, una storia millenaria di coesistenza tra uomo e natura, oltre a una rete di vie percorse nei secoli da animali, commercianti, viandanti e soldati. In questo intreccio di elementi naturali e culturali la ricerca scientifica emerge come tratto distintivo dell’Ente.

Attualmente il Parco porta avanti circa cinquanta progetti di ricerca, coinvolgendo ogni anno una media di venticinque tra tesisti e dottorandi. Numeri che, come sottolineato da Corlatti, restituiscono la portata dell’attività scientifica svolta all’interno dell’area protetta. Tra gli studi più innovativi spicca quello dedicato alle cascate trofiche, avviato anni prima del ritorno del lupo in Alta Valtellina e volto a comprendere l’impatto dei grandi predatori sugli ecosistemi alpini. I risultati di queste ricerche, pubblicati sulle principali riviste scientifiche, rappresentano strumenti fondamentali per definire politiche di conservazione efficaci.

Il direttore Claretti ha richiamato le finalità originarie del Parco, già presenti nell’atto istitutivo del 1935, soffermandosi sul tema della coesistenza. «Proprio sulla coesistenza uomo-natura, con particolare attenzione alla coesistenza uomo-fauna, si concentrano molti degli sforzi del Parco, ieri come oggi. Il nostro territorio è da sempre caratterizzato dalla presenza dell’uomo: nostro compito è facilitare l’incontro tra dimensione naturale ed esigenze antropiche, contribuendo a definire ruoli e giuste distanze», ha evidenziato.

In questo quadro il volume Anima si propone come un tassello significativo del percorso di valorizzazione del territorio: un racconto che intreccia scienza, memoria e percezione, guidato dalle voci di chi vive e lavora nel Parco, di chi lo studia e di chi lo tutela quotidianamente. Le testimonianze trovano completamento nelle immagini del giovane fotografo Gabriele Corbellini, che contribuiscono a restituire la forza visiva e simbolica di questi luoghi.

Ne emerge un ritratto al tempo stesso rigoroso e profondamente umano del Parco dello Stelvio: un invito a riconoscere nella montagna non solo uno spazio naturale, ma un sistema complesso di relazioni, equilibri e responsabilità condivise. Un libro che celebra novant’anni di tutela, ma soprattutto rilancia lo sguardo verso le sfide future.