© Antonio RinaldiProprio mentre stiamo arrivando nel pieno della “nostra” estate, la natura con vari messaggi ci fa notare che il “clou” di questa stagione, “dal suo punto di vista”, è già passato. E quali sono questi messaggi? Proviamo a considerarne qualcuno.
La cosiddetta bella stagione è la stagione riproduttiva praticamente per la totalità degli esseri viventi, e allora è molto facile osservare che i fiori, che contengono gli organi riproduttivi delle piante, sono ormai tutti comparsi e sfioriti (salvo in zone montuose e salvo alcune specie che hanno scelto altre vie e strategie ). Ma la primavera e l’estate sono la stagione riproduttiva anche degli animali, e quelli che più facilmente possiamo sentire attorno a noi ogni giorno sono gli uccelli. Anche la loro stagione riproduttiva è ormai terminata, come fare ad accorgersene? basta tendere l’orecchio verso gli alberi attorno a casa la mattina presto: se due mesi fa era tutto un cinguettare di merli e cinciallegre (o pettirossi, capinere e scriccioli, a seconda dell’ambiente in cui si vive) ora il silenzio regna sovrano. Non è più necessario infatti spendere energia per confrontarsi con i propri simili, delimitare il proprio territorio, difendere il proprio diritto a riprodursi. Ma per chi vive in città e centri abitati di una certa dimensione, il segnale più evidente che qualcosa sia cambiato lo danno i rondoni, che fino a una quindicina di giorni fa ci tenevano compagnia con le loro festose e stridule scorribande attorno agli edifici storici e ai palazzi a caccia di insetti; mentre ora, tra i primi tra tutti gli uccelli, stanno abbandonando le nostre città (in molti casi lo hanno già fatto) per avviarsi verso il lungo viaggio che li riporterà oltre il deserto del Sahara, dove trascorreranno tanti lunghi mesi prima di ritornare nella nostre terre a primavera inoltrata.
E allora come mai il pieno dell'estate per noi è ora, e come mai le temperature sono così alte adesso? semplicemente perché il calore ricevuto dal sole ha bisogno di tempo per esser assorbito dalla terra. La terra accumula calore infatti piuttosto lentamente e dunque la radiazione ricevuta nelle scorse settimane sommandosi a quella che arriva che pure è minore, in questi giorni e nelle prossime settimane porterà la terra (e ancora un po’ più tardi i mari) a raggiungere i massimi stagionali di calore. Questo almeno alle nostre latitudini, più a nord il calo di radiazione solare e delle ore di luce produce effetti più immediati. Per chi calcherà sentieri di montagna nei prossimi giorni, messaggero floreale del cambio di stagione in arrivo, nei prati di alta quota è il Colchico alpino, che fiorisce proprio a inizio agosto e precede di qualche settimana la fioritura del Colchico autunnale, il cui nome già dice tutto.