Atti vandalici sui sentieri delle Alpi Marittime. Il Parco: "Sono già in corso indagini"

Nel corso di lavori di manutenzione sui sentieri delle Alpi Marittime, gli operai hanno dovuto investire energie nel rimuovere dai massi scritte lasciate "da teppisti". I guardiaparco stanno conducendo indagini per identificare i responsabili, anche con l'uso delle fototrappole.

Tra i vari fenomeni che, generalmente, nella stagione estiva trovano un loro incremento in presenza nella lista di notizie che giungono dal mondo della montagna, vi sono i vandalismi in quota. Si tratta di danneggiamenti di vario genere, dalla decorazione “artistica” di massi o l’abbandono di rifiuti in bivacchi o su sentiero, alla distruzione di segnaletica etc. Episodi che possono risultare sia di recente effettuazione ma anche risalenti a mesi, se non anni, addietro, rilevati al termine dell’inverno o, come di recente avvenuto nelle Aree Protette delle Alpi Marittime, nell’ambito di attività di manutenzione.

 

Teppisti decoratori di massi

Nei giorni scorsi, l’Ente ha raccontato i casi di vandalismo in cui si sono imbattuti gli operai del Parco, impegnati in lavori di manutenzione su sentiero.

Interventi sono stati condotti sull'itinerario che conduce al rifugio Emilio Questa e al Lago delle Portette, nel comune di Valdieri (CN) e su un tratto del percorso della GTA, Grande Traversata delle Alpi, un lungo itinerario escursionistico che attraversa l'intero arco alpino piemontese, dal Sempione fino alle Alpi Liguri. 

I lavori sul sentiero che conduce al rifugio Questa, sono stati resi necessari dallo stato di degrado in cui versava l’itinerario. L’Ente ha provveduto a ripulire il tracciato dalla vegetazione invasiva, a ricostruire muretti a secco, a ripristinare alcune sezioni di sede calpestabile. Sono inoltre state realizzate ex novo delle canaline per lo scolo delle acque meteoriche. 

Interventi svolti interamente a mano, a causa dell’impossibilità di raggiungere la zona con i mezzi. Un grande lavoro, apprezzato, come evidenziato sul sito delle Aree Protette, dal gestore del rifugio e dai primi escursionisti che hanno avuto il piacere di affrontare, e collaudare, l’itinerario dopo la manutenzione. 

Lungo il percorso della GTA, si è provveduto a effettuare lavori di manutenzione nel tratto che, dalla pista per il rifugio Genova-Figari, sale al Colle di Fenestrelle, nel Comune di Entracque (CN). Ed è qui che gli operai hanno trovato delle “sorprese”. Hanno dovuto infatti impiegare tempo ed energie, nella rimozione di scritte e disegni su massi a cura di teppisti”.

Non si tratta di situazioni mai verificatesi prima nella zona ma, come denunciato dall'Ente, si rileva un aumento in frequenza delle rilevazioni di atti di vandalismo, di scarsa cura dei bivacchi, di segnalazioni abusive di itinerari e di danneggiamento della segnaletica del Parco con l’applicazione di adesivi.”

Per dissuadere i fruitori poco educati alla montagna, dal ripetere simili atti, l’Ente sottolinea che i guardiaparco stiano conducendo indagini e servizi di vigilanza specifici, anche mediante uso di fototrappole, finalizzati alla identificazione dei responsabili dei danneggiamenti e per fare prevenzione.

 

Vandalismi in quota, serve maggiore rispetto

Nel solo mese di agosto, sono state innumerevoli le segnalazioni di atti di vandalismo in quota. Tra i casi più recenti, ritroviamo i danneggiamenti al Centro Glaciologico del Careser, inaugurato esattamente un mese fa, nei pressi della diga del lago del Careser, a Peio (TN), una struttura nata con uno scopo informativo, per quanti desiderino comprendere l’evoluzione dei ghiacciai, e prendere coscienza dei cambiamenti in atto negli ambienti alpini. 

E ancora i danni al Bivacco Davide Salvadori, nelle Alpi Orobie nord-orientali, o alla malaa Valbona nella Valle di Gares o la croce rimossa sulla cima del Monte Basodino, tra Val d’Ossola e Canton Ticino, solo per citarne alcuni.

Episodi che non rappresentano una novità, ma che evidenziano la necessità, soprattutto in funzione del progressivo incremento dei fruitori degli ambienti montani, di una corretta informazione e formazione. Come sottolineato nei giorni scorsi dalla SAT (Società Alpinisti Tridentini), in occasione della denuncia sui social degli atti vandalici rilevati al Centro Glaciologico del Careser, “la montagna è di tutti”, e va protetta come bene comune