Braies, cede il ghiaccio e in 5 sprofondano nel lago

Il Soccorso Alpino dell’Alpenverein Südtirol non è nuovo a scenari simili: "In passato siamo intervenuti già più volte per incidenti del genere nel weekend di Pasqua". Nel 2022 furono 14 le persone messe in salvo, ma gli avvertimenti non bastano a scoraggiare azioni avventate
Il lago di Braies in pieno inverno © MentNFG via Wikicommons - Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International license.

 

Fortunatamente, tutto si è concluso con uno spavento e una visita in ospedale per accertamenti e cure di minore entità, ma l'incidente di Pasqua al lago di Braies avrebbe potuto portare facilmente a conseguenze ben peggiori. Domenica, il Soccorso Alpino dell’Alpenverein Südtirol ODV è stato infatti allertato per la caduta in acqua di cinque persone. Due minorenni stavano camminando sulla superficie ghiacciata dello specchio d'acqua, quando la crosta si è rotta, facendoli sprofondare. Altre tre persone, compreso il padre, sono a loro volta finiti in acqua nel tentativo di soccorrerli.

Un caso non isolato

Nel 2022 furono ben 14 le persone recuperate dal Soccorso Alpino nel weekend pasquale: alcune di loro con sintomi di forte ipotermia. Come riportato dal Corriere dell'Alto Adige, a firma Silvia M. C. Senette, lo scenario non è nuovo agli operatori dell'Alta Pusteria, tra i quali Simon Feichter. “Quattro anni fa, sempre a Pasqua, siamo intervenuti cinque o sei volte per incidenti con la stessa dinamica e di recente abbiamo dovuto estrarre dalle acque gelide persino una mamma con un neonato. Quando siamo arrivati sul posto c’erano ancora cento persone sulla superficie del lago, con il ghiaccio che si scioglieva: il rischio era altissimo. Da un lato può far sorridere, ma dall'altro ci sarebbe da dire: siete matti? Fa cadere le braccia”. 

La dinamica

L'allarme è scattato nel primo pomeriggio, quando le temperature erano alle massime del giorno e, complice il pieno sole, il ghiaccio ha ceduto sotto il peso dei due turisti; il tentativo di trarli in salvo non ha fatto altro che peggiorare la situazione e ha messo in pericolo altre tre persone. Solo l'intervento di alcuni passanti più accorti, che sono riusciti a estrarli dalle acque gelide prima dell'arrivo delle squadre di emergenza, ha evitato che la situazione diventasse irrimediabilmente critica. “Siamo prontamente intervenuti anche noi, ma quando siamo arrivati sul posto i cinque turisti erano già stati portati in salvo – ha spiegato Feichter -. Abbiamo prestato le prime cure per riscaldarli con le metalline e li abbiamo accompagnati ai mezzi di soccorso. Non è stato un intervento spettacolare, ma il pericolo sanitario era reale. Sotto il ghiaccio l'acqua tocca i 2-3 gradi, al massimo arriva a 5. Se non riesci a uscire subito, il rischio termico si aggrava in pochi minuti”.

Vince l'incoscienza

Per quanto è stato riferito, nemmeno l'incidente avrebbe frenato altri turisti dal continuare a camminare sulla banchisa. Il lago di Braies è uno dei luoghi più frequentati di tutto l'Alto Adige, con centinaia di turisti che si accalcano sulle sue sponde in estate come in inverno. Nella bella stagione a farla da padrone sono barchini per uscite romantiche e foto in costume, con il freddo i selfie si moltiplicano su sfondi suggestivi, ma potenzialmente pericolosi. Come sottolineato dai soccorritori, in acque gelide l'ipotermia sopraggiunge velocemente e anche in meno di mezz'ora si può arrivare alla perdita di conoscenza. Vale la pena ricordare inoltre – vista la generale sbadataggine- che il fatto di essere vestiti, la possibilità di rimane incastrati sul fondale o di finire sott'acqua dove è più profondo, sono elementi che rendono la situazione più problematica e non vanno assolutamente sottostimati.

 

Valutare la consistenza del ghiaccio non è poi affatto facile e una persona adulta ha bisogno di un'area solida ben più estesa di quella che calpesta per essere al sicuro, soprattutto quando le temperature non sono più quelle di un rigido – sempre che ci sia stato- inverno.