CAI Eagle Team, il dietro le quinte del progetto

I 14 ragazzi selezionati hanno fatto visita alla sede C.A.M.P. dove hanno visitato il laboratorio test e prodotti. Codega: "Una grande soddisfazione coinvolgere Della Bordella, Ratti e Baù". Montani: "Importante avere coinvolto il Club Alpino Accademico".

 

Venerdì scorso i 14 giovani selezionati per il CAI Eagle Team hanno avuto l’occasione di visitare la sede di C.A.M.P. di Premana, partner tecnico di questa nuova edizione del CAI Eagle Team. Accolti dall’amministratore delegato della storica azienda di attrezzature tecniche, Eddy Codega, sono stati introdotti alla realtà aziendale. Durante la giornata c’è stato un momento tra il divulgativo e il formativo, con la visita dell’azienda e il focus dedicato al laboratorio test prodotti, dove C.A.M.P. testa i suoi materiali prima di metterli sul mercato. I giovani del CAI Eagle Team hanno così potuto curiosare il “dietro le quinte” dell'attrezzatura che utilizzano tutti i giorni in montagna.

 

Una selezione più difficile

Insieme ai ragazzi anche l'ideatore del progetto, Matteo Della Bordella, che con la sua esperienza ha accompagnato già i giovani della precedente edizione dell'iniziativa a crescere come alpinisti. Risultato raggiunto, a giudicare dagli impegni e dalle realizzazioni dei ragazzi in Italia e nel mondo. Quest'anno però si è fatto un passo in avanti in più, con sessioni preparatorie più selettive: un bacino di ben 40 talenti da cui sono stati presi i 14 ragazzi che oggi compongono la squadra. “Inizia questa seconda edizione che, di fatto, in realtà è già partita con le Eagle Sessions: dodici giornate di formazione sulle Alpi. Ora i ragazzi si apprestano a compiere il passo successivo: formare un gruppo nazionale con l'obiettivo di effettuare una spedizione extra-europea. Il percorso per questi 14 ragazzi è iniziato un anno fa. Nella prima edizione avevamo un solo gruppo nazionale, mentre in questa seconda abbiamo coinvolto quattro gruppi da dieci ragazzi ciascuno, impegnati in 14 giornate di attività su ogni tipo di terreno. Al termine di queste sessioni, i migliori sono confluiti nell'attuale Eagle Team. L'idea è fare un'esperienza a 360 gradi per conoscersi: non è solo una crescita tecnica, ma conta anche il lato umano, la condivisione di sogni e obiettivi e il legarsi in cordata”.

 

Il Club Alpino Accademico protagonista

Il presidente generale del CAI Antonio Montani ha posto l'accento sul percorso di crescita dei ragazzi e sull'apporto di partner preziosi. “Per noi rappresenta un vero progetto di ricerca e di cammino interiore e tecnico. Inseriremo gli atleti in questo incubatore, con la speranza che diventino alpinisti di punta attraverso una formazione tecnica e culturale. Siamo lietissimi di avere qui un'azienda storica come CAMP, che ha deciso di supportare l’iniziativa. E il progetto si colloca all'interno di un settore storico del Club Alpino Italiano: il Club Alpino Accademico”. Gli fa eco Mauro Penasa, presidente del Club Alpino Accademico Italiano. “Un tempo esisteva solo l'alpinismo; dopo gli anni '80, invece, hanno iniziato a formarsi giovani che non frequentavano la montagna, ma si occupavano esclusivamente di arrampicata. Questo ha creato un gruppo di altissimo livello, dal quale però la montagna si è allontanata. Oggi i giovani che entrano nell'Accademico sono pochi, perché l'attività necessaria per accedervi è difficile dal punto di vista dell'avventura montana. Un progetto come l'Eagle Team riesce a condensare in due anni l'esperienza di dieci. L'obiettivo è portare subito i ragazzi sul cammino dell'avventura”.

 


“Un progetto come l'Eagle Team riesce a condensare in due anni l'esperienza di dieci”. M. Penasa

Una comunione di intenti

Eddy Codega è particolarmente soddisfatto della visita e del coinvolgimento di alpinisti di primo livello. “Ho trovato grande attenzione, interesse e curiosità da parte dei giovani. Con piacere e con orgoglio abbiamo deciso, alcuni mesi fa, di supportare questo importante progetto del CAI. Con il Club Alpino Italiano condividiamo sia il richiamo delle montagne sia una lunga storia: il CAI è stato fondato nel 1863, C.A.M.P. Nel 1889. Ulteriore motivo di soddisfazione per noi è che fra i coordinatori del progetto ci sono persone a noi legate: il progetto è guidato da Matteo Della Bordella, oltre che Francesco Ratti e Alessandro Baù, guide alpine e anch'essi nostri atleti”.