Camoscio - Foto di Mario da Pixabay
Cervo nella neve - Foto Scosse - Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
Lepre - Foto Bouke ten Cate - Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
Cervi nella neve - Foto Byrdyak - Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
Camoscio - Foto Isiwal - Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
Camoscio nella neve - Foto Patrizia Valenziano - Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0L’inverno ha il potere di trasformare le montagne in un candido regno di silenzio. Un silenzio apparente, che non è certo sinonimo di assenza di vita. La fauna selvatica continua a vivere, affrontando le difficoltà imposte dalla stagione fredda, tra quelle stesse vette, boschi e valli, che diventano scenario incantato per appassionati di attività invernali, come le ciaspole o lo scialpinismo.
Muovendosi nell’ambiente innevato, è essenziale tenere a mente la loro presenza e il potenziale disturbo che, con il nostro passaggio, potremmo causare agli animali. A tale scopo, il Parco Nazionale dello Stelvio ha di recente lanciato la campagna informativa "CON-SCI in natura".
Attraverso i canali social ufficiali dell’ente, l'iniziativa punta a sensibilizzare a una frequentazione responsabile della montagna, suggerendo l'adozione di buone pratiche in grado di assicurare una corretta e sana convivenza tra uomo e animali.
Andare sulla neve “CON-SCI”
I destinatari principali del post condiviso dal Parco nei giorni scorsi - “CON-SCI in natura - Parte I” - sono gli scialpinisti, per i quali “la montagna in inverno è piacere, libertà e sfida”. Ma è fondamentale che questo piacere non si trasformi in una minaccia per chi la montagna non può abbandonarla, anche quando la colonnina di mercurio scende drasticamente.
Per superare l'inverno, stagione caratterizzata da una forte restrizione energetica, la fauna selvatica che popola il Parco adotta strategie diverse. Vi è chi può optare per l’ibernazione o il letargo, come la marmotta, che “si spegne”, riducendo la temperatura corporea e il battito cardiaco, all’interno di tane profonde in cui il calore della terra e l'isolamento della neve permettono di superare i mesi critici.
Altri animali, come la pernice bianca o la lepre variabile, ricorrono al mimetismo stagionale: il loro piumaggio o mantello diventa candido per confondersi con la neve e sfuggire ai predatori. Inoltre, la pernice sfrutta il calore trattenuto nelle "buche di neve" per proteggersi dal vento.
Il post condiviso dal Parco pone un’attenzione particolare sugli ungulati, come cervi e camosci. A differenza di chi va in letargo, questi animali devono restare vigili e attivi tutto l'anno, pur in condizioni di estrema scarsità alimentare. In inverno, la loro priorità assoluta è il risparmio energetico: devono evitare di “bruciare” più energia di quella che riescono a immagazzinare mangiando ciò che resta, principalmente cortecce, licheni e rami secchi. Si tratta di alimenti poveri, che forniscono a malapena le calorie necessarie per le funzioni metaboliche di base.
Per conservare calore e forze, questi animali tendono a rimanere nelle loro aree di rifugio, che offrono protezione dai predatori e dal freddo; rallentano volontariamente le funzioni vitali per mantenere stabile la temperatura corporea e riducono gli spostamenti allo stretto necessario.
Come rispettare la tranquillità degli animali
Un incontro ravvicinato, che all’essere umano appare come un momento magico, da vivere e magari da fotografare, può diventare per un ungulato causa di uno stress energetico, potenzialmente letale.
Quando un animale viene disturbato dal passaggio di uno sci o dal rumore di un gruppo, scatta infatti la reazione di fuga. Correre nella neve fresca richiede uno sforzo fisico fino a 60 volte superiore rispetto alle condizioni normali. Questo consumo improvviso di energia può impoverire in maniera significativa le riserve energetiche accumulate, rendendo l’animale più vulnerabile.
Per evitare tali conseguenze, cosa si può fare? Il Parco dello Stelvio non risponde con un divieto assoluto di frequentazione della montagna ma con una serie di suggerimenti, volti a promuovere lo svolgimento dell'attività scialpinistica nel rispetto della fauna selvatica:
- Evitare i margini del bosco, i pendii e le aree libere dalla neve, così come tutte le zone soggette a restrizioni
- Restare sui tracciati
- Muoversi in silenzio
- Tenere sempre i cani al guinzaglio
“Rispettare la tranquillità degli animali – conclude il Parco - significa aiutarli a superare l’inverno”.