Foto Facebook Parco del Monviso
Foto Facebook Parco del Monviso
Foto Facebook Parco del MonvisoDurante uno dei monitoraggi invernali dei pipistrelli, è quanto si sono trovati davanti i tecnici del Parco naturale del Monviso durante uno dei monitoraggi invernali dei pipistrelli in letargo nella Grotta di Rio Martino, situata a oltre 1500 metri di quota sulle Alpi Cozie, nel cuore della Valle Po.
Dentro la cavità carsica - riserva naturale gestita dall’ente e parte della Rete Natura 2000 - si sono infatti sviluppate, in questi giorni, stalagmiti di puro ghiaccio, colonne trasparenti che si ergono dal suolo verso l’alto come sculture naturali. Un fenomeno così raro da lasciare stupiti anche i tecnci del parco che frequentano questo ambiente in modo costante durante l'anno. “Quello che si è presentato davanti ai nostri tecnici… è un effimero spettacolo di bellezza”: così recita il post diffuso dal Parco del Monviso sui propri canali social, accompagnato dalle immagini del rinvenimento.
Quando freddo e acqua si combinano tra loro
Le stalagmiti osservate non sono frammenti di roccia calcarea, come quelle che si formano nel corso dei millenni nei sistemi carsici, ma colonne di ghiaccio create dal gocciolamento dell’acqua infiltrata nelle volte della grotta in condizioni di temperatura costantemente sotto zero. L’elevata umidità, tipica dell’ambiente ipogeo e le infiltrazioni d’acqua dall’esterno, unite a un inverno particolarmente rigido, hanno permesso all’acqua di congelarsi goccia dopo goccia formando queste strutture cristalline.
Si tratta di un fenomeno temporaneo e estremamente fragile: con l’avanzare della primavera e l’aumento delle temperature, queste forme naturali torneranno a sciogliersi, lasciando nei fotografi e nei ricercatori il ricordo di una “sala di cristallo” che non durerà in eterno.
La grotta, i pipistrelli e la tutela ambientale
La Grotta di Rio Martino è uno dei siti più importanti del Piemonte e ospita una delle più numerose colonie di pipistrelli svernanti del Paese, in particolare dell’eccezionale colonia di Barbastella barbastellus, specie protetta per la quale la grotta rappresenta il principale sito di letargo a livello nazionale.
Per tutelare questi mammiferi – che durante l’inverno riducono drasticamente la loro attività per risparmiare energia – l’accesso alla grotta è vietato al pubblico dal 1° novembre al 31 marzo, periodo in cui si svolgono solo attività di monitoraggio e ricerca per minimizzare disturbi.
Le temperature interne stabili intorno ai 5 °C e l’umidità pressoché totale creano un microclima perfetto per i pipistrelli e, in questo caso, anche per lo sviluppo di fenomeni così rari e straordinari.