Dolomiti: l’aurora boreale tinge di rosso il cielo sopra le Marmarole

Un’aurora boreale eccezionale ha illuminato di rosso il cielo sopra le Dolomiti nella notte dell’11 gennaio, visibile anche dal Cadore.
L'aurora borelae nel cielo di Pieve di cadore, sulle Marmarole. Foto Instagram Alessandra Masi

Nella notte tra domenica 11 e lunedì 12 gennaio, poco dopo la mezzanotte, i cieli sopra le Dolomiti si sono illuminati di un’intensa tonalità rossastra, attirando l’attenzione di appassionati, astrofili e semplici curiosi nella provincia di Belluno. Un fenomeno raro e suggestivo: per alcuni minuti l'aurora boreale è stata visibile anche a latitudini insolite per l’Italia, regalando uno spettacolo naturale sorprendente.

L’immagine più nitida del fenomeno è arrivata da Pieve di Cadore, dove la veterana dell’astrofotografia Alessandra Masi ha immortalato la scena sopra il gruppo delle Marmarole. Masi ha raccontato così l’esperienza:

“Nella notte dell'11 gennaio, poco dopo la mezzanotte, l’aurora boreale ha raggiunto per pochi minuti le Dolomiti. Da Pieve di Cadore sono riuscita a riprenderla sopra il gruppo delle Marmarole: un’apparizione breve, ma sempre entusiasmante.”

Il fenomeno aurorale, di solito tipico delle regioni polari, è stato visibile a causa dell’intensa attività solare legata all’attuale fase del ciclo delle macchie solari (ciclo numero 25), che ha portato a frequenti espulsioni di massa coronale e brillamenti. Quando le particelle cariche emesse dal Sole interagiscono con il campo magnetico terrestre, la collisione con gli atomi dell’atmosfera produce scie luminose che in genere appaiono vicino ai poli; ma se l’attività è particolarmente forte, l’aurora può estendersi verso latitudini più basse, come è avvenuto l’11 gennaio nei cieli delle Alpi.

Il colore rosso dell’aurora, meno comune rispetto alle classiche sfumature verdi e viola, è determinato da specifiche interazioni tra le particelle solari e gli strati più alti dell’atmosfera terrestre, dove l’ossigeno eccitato emette luce in quella gamma spettrale. Fenomeni di questo tipo sono rari nell’Italia settentrionale, e quando si verificano attirano l’interesse non solo degli astrofili, ma anche del pubblico grazie alle immagini suggestive che riescono a catturare.