Enrico Camanni a “Oltre la vetta”: raccontare la montagna oltre l’eroismo

Nella nuova puntata del podcast del CAI dedicato al lutto e alla fragilità, lo scrittore e alpinista torinese riflette su passione, rischio e sul bisogno di un linguaggio più umano per le terre alte.

La montagna non è solo vetta, spettacolo o impresa eroica. È anche paesaggio dell’anima, luogo di bellezza e fragilità, di gioia e dolore. È questa autenticità, spesso fuori dal clamore mediatico, il cuore della nuova puntata del podcast Oltre la vetta. L'ospite è Enrico Camanni, una delle voci più autorevoli e rigorose della cultura alpina italiana, giornalista, scrittore e alpinista torinese.

Camanni non ha bisogno di presentazioni per chi segue da anni i dibattiti sulla montagna e il suo racconto. Fondatore e direttore del mensile Alp, collaboratore de Lo Scarpone e autore di numerosi saggi e romanzi legati alle terre alte, Camanni è da sempre impegnato a ripensare il linguaggio con cui parliamo di alpinismo e di paesaggi alpini.

Il fulcro della conversazione è il suo libro più recente, Mal di montagna. Quindici storie di passione (CAI Edizioni, 2025), una raccolta di ritratti di alpinisti di epoche e approcci diversi che, pur lontani dal mito, condividono una cosa profonda: l’irrequietezza della passione per la montagna, che non si attenua col tempo e non si limita alle imprese tecniche ma tocca l’umano nel profondo.

In dialogo con l'ideatrice del progetto, Sofia Farina, Camanni affronta con onestà temi complessi: la relazione tra passione e rischio, la rappresentazione mediatica della montagna e delle tragedie, il contrasto tra la mitizzazione della figura dell’alpinista e la sua umanità concreta. Secondo Camanni, la narrazione contemporanea rischia due derive opposte: da una parte l’eroismo patinato dei media, dall’altra la rimozione dei lati più oscuri dell’esperienza alpina. La vera sfida, come emerge dalla puntata, è trovare modi di raccontare che non censurino né trasfigurino la realtà, ma restituiscano bellezza, rischio, memoria e umanità insieme.

Il dialogo si snoda anche attraverso riflessioni personali, compresa la genesi del “mal di montagna” di Camanni: un colpo di fulmine infantile che si trasforma, negli anni, in un rapporto sempre più critico e consapevole con la verticalità e le sue ossessioni. Il giornalista racconta con sincerità come la passione possa diventare dipendenza, e come sia possibile, nell’arco di una vita, ritrovare equilibrio tra desiderio di vetta e relazioni umane.

Questa puntata di Oltre la vetta non è dunque solo un incontro con un protagonista del mondo alpino, ma un invito a ripensare il modo in cui parliamo di montagne e di vite che le frequentano. È un podcast che suggerisce di rallentare lo sguardo, riconoscere la complessità dell’esperienza e interrogarsi su quale linguaggio serva oggi per tenere insieme bellezza, rischio, memoria e umanità.

Oltre la vetta

Il progetto “Oltre la vetta” non è soltanto un podcast, ma una iniziativa più ampia nata per dare sostegno e voce a chi, nella comunità alpina e non solo, ha vissuto esperienze di lutto, trauma o perdita legate alla montagna. Promosso dal Club Alpino Italiano, il progetto è pensato per affrontare ciò che spesso resta in silenzio nel mondo dell’alpinismo: il dolore, la fragilità e il cammino di elaborazione dopo un’esperienza traumatica o la morte di una persona cara in ambiente alpino.

L’idea centrale alla base di Oltre la vetta è costruire una rete di ascolto, cura e condivisione che coinvolge alpinisti, psicologi, guide, soccorritori e familiari, e che fornisce strumenti concreti per affrontare il lutto e il trauma attraverso dialogo, risorse informative e testimonianze di chi ha conosciuto il dolore in prima persona.

Al centro del progetto c’è il video-podcast a cadenza mensile, ideato e curato dalla giornalista Sofia Farina, che attraverso conversazioni approfondite con ospiti - tra cui familiari di vittime, alpinisti e operatori della montagna - esplora come si possa trasformare il dolore in senso, memoria e connessione con gli altri. In questo modo Oltre la vetta si propone non solo come spazio di riflessione culturale, ma come iniziativa di sostegno concreto e solidarietà sociale, parte integrante dell’attività del Club Alpino Italiano e pensata per rafforzare il benessere emotivo di chi vive la montagna, dentro e fuori dai gesti alpinistici.