L'Etna, il giorno dell'Eruzione e il giorno dopo - Etna Nord 27/28 Dicembre 2025 - Foto FB Giò Giusa Guida Escursionistica Etna
L'Etna, il giorno dell'Eruzione e il giorno dopo - Etna Nord 27/28 Dicembre 2025 - Foto FB Giò Giusa Guida Escursionistica Etna
L'Etna, il giorno dell'Eruzione e il giorno dopo - Etna Nord 27/28 Dicembre 2025 - Foto FB Giò Giusa Guida Escursionistica Etna
L'Etna, il giorno dell'Eruzione e il giorno dopo - Etna Nord 27/28 Dicembre 2025 - Foto FB Giò Giusa Guida Escursionistica Etna
L'Etna, il giorno dell'Eruzione e il giorno dopo - Etna Nord 27/28 Dicembre 2025 - Foto FB Giò Giusa Guida Escursionistica Etna
L'Etna, il giorno dell'Eruzione e il giorno dopo - Etna Nord 27/28 Dicembre 2025 - Foto FB Giò Giusa Guida Escursionistica EtnaL’Etna non è un vulcano che lesina a dare spettacolo in inverno, interrompendo il bianco candore della sua coperta di neve con l’emissione di fontane e colate di lava. Ma quello che è andato in scena nelle festività natalizie, rimarrà impresso nella memoria come uno dei quadri naturali più suggestivi degli ultimi anni. Il vulcano attivo più grande d’Europa, avvolto in una spessa coltre di neve, è sembrato voler festeggiare il Natale risvegliando un cratere dormiente: il “vecchio” cratere di Nord-Est. Il contrasto è stato sublime: da un lato il bianco accecante dei versanti innevati, dall’altro il rosso intenso delle fontane di lava, che si sono spinte a centinaia di metri di altezza.
Il risveglio del “vecchio brontolone”
Il cratere di Nord-Est è il più anziano dei crateri sommitali. Nato nel 1911 alla base nord-orientale di quello che era all’epoca il cono centrale del vulcano, ha iniziato a manifestare la sua attività eruttiva nel 1917. Per decenni ha detenuto il primato di punto più alto della Sicilia, raggiungendo un’altezza massima di 3.326 m, prima di essere superato nel 2021 dal cratere di Sud-Est che, grazie all'accumulo di materiale piroclastico, è arrivato a toccare i 3.357 metri, diventando ufficialmente la nuova vetta del vulcano.
Una condizione che, il “vecchio brontolone”, come definito affettuosamente da Boris Behncke, vulcanologo dell'Osservatorio Etneo dell'Istituto Nazionale di Geofisica e vulcanologia (INGV - OE), sembrava aver accettato senza far rumore. Fino al 24 dicembre, quando ha deciso di risvegliarsi e farsi notare, con gran vigore.
“Alla fine ce l’ha fatta, questo vecchietto di cratere di Nord-Est – commenta Behncke - e ha fatto un po’ di fontane di lava, vere fontane di lava, quindi un parossismo, il suo primo dopo quasi 28 anni”.
Per quasi tre decenni, infatti, il cratere di Nord-Est si era limitato a "brontolare" in profondità. Mentre il "fratello minore", il cratere di Sud-Est, dava spettacolo con oltre cento parossismi in 15 anni, il Nord-Est ha mostrato solo qualche timido tentativo di ripresa, nel 2016 e nel 2019. “Mi piaceva dire ‘tanto ormai il Nord-Est non riesce più a fare parossismi’, giusto per stuzzicarlo”, commenta ironicamente Behncke, sottolineando come questo ritorno rompa una lunghissima fase di quiete relativa.
Uno spettacolare regalo di Natale
Il risveglio del vecchio brontolone è iniziato nella giornata della Vigilia di Natale, quando la rete di monitoraggio dell’INGV ha registrato un deciso cambiamento dei segnali, dal tremore vulcanico alle deformazioni del suolo. Dopo la notte tra il 25 e il 26 trascorsa sotto una fitta coltre di nuvole, squarciata solo da forti bagliori rossastri e boati continui, il 27 dicembre la visibilità è migliorata, rivelando l'intensificarsi dell'attività eruttiva.
Già nel corso della mattinata del 27 dicembre, il cratere di Nord-Est ha iniziato a produrre fontane di lava alte fino a 150 metri, generando una colonna eruttiva carica di materiale piroclastico, che si è innalzata per circa 8 chilometri. Il parossismo è durato circa 1 ora.
Contemporaneamente, anche il cratere Voragine ha partecipato allo scenario, emettendo una colata lavica da una bocca apertasi sul versante orientale, che si è riversata per circa due chilometri verso la deserta Valle del Bove.
Dopo una breve pausa, nel pomeriggio l'attività del Nord Est è ripresa con una potenza ancora maggiore: durante un secondo parossismo durato circa 45 minuti, le fontane di lava hanno raggiunto picchi di 400-500 metri d'altezza, spingendo una densa colonna eruttiva che si è innalzata fino e oltre i 10 chilometri di altezza.
L'improvvisa energia sprigionata dal vulcano ha richiesto un intervento immediato delle autorità. Nel pomeriggio del 27 dicembre, il Dipartimento della Protezione Civile ha disposto il passaggio dell’allerta dal livello verde al livello giallo. Questa decisione è scaturita dalla necessità di potenziare il monitoraggio e il raccordo informativo tra i centri di competenza (INGV e CNR) e le strutture operative, a fronte di una situazione di "potenziato disequilibrio". Sebbene lo spettacolo delle fontane di lava sulla neve sia di una bellezza commovente, le autorità hanno invitato la popolazione alla prudenza e al rispetto delle indicazioni locali, data la rapidità con cui questi fenomeni possono evolvere.
Dopo l’exploit del 27 dicembre, l’attività eruttiva è risultata attenuarsi. Nella serata di lunedì 29, i crateri sommitali hanno regalato un nuovo spettacolo, con vivace attività stromboliana, come mostra il timelapse realizzato dallo staff di Local Team.
Tornato in apparente quiete il vecchio brontolone, nel pomeriggio del 1 gennaio, l'Etna ha inaugurato il nuovo anno con una colata lavica nella Valle del Bove, in corrispondenza della parete nord-occidentale, originata da una bocca effusiva posizionata, secondo i più recenti aggiornamenti dell'INGV, in prossimità di monte Simone, a una quota stimata di circa 2100 m. Il Soccorso Alpino e Speleologico siciliano ha diramato un invito alla prudenza, ricordando "a tutti coloro che si accingono ad osservare il fenomeno eruttivo dal punto panoramico di Serracozzo o all’interno della Valle del Bove nei pressi di Rocca Musarra accedendo da Monte Fontane, che è necessario rispettare i divieti e le ordinanze vigenti. Le attuali condizioni ambientali – temperature rigide, terreno instabile, presenza di neve e ghiaccio – richiedono la massima attenzione."
Un anno vivace per l'Etna
Gli spettacoli tra ghiaccio e fuoco che hanno animato le festività, confermano un 2025 estremamente dinamico. E l'avvio del nuovo anno non pare essere da meno. Il 2025 si era aperto con una prima fase, tra l'8 febbraio e il 2 marzo, caratterizzata da un'attività esplosiva al cratere di Sud-Est e dall'emissione di una colata sul fianco sud-occidentale. Successivamente, dal 15 marzo al 19 giugno, il Sud-Est è tornato protagonista con ben quindici episodi eruttivi di modesta entità, fatta eccezione per il significativo evento del 2 giugno. Infine, tra il 14 agosto e il 2 settembre, una terza fase ha dato vita a nuove colate laviche, ricalcando in parte il percorso di febbraio e aggiungendo altri piccoli bracci dai fianchi del cratere di Sud-Est.
Per restare aggiornati sull'attività del vulcano, consigliamo di monitorare sito e canali social dell'INGV.