Italia K2. Foto di vetta © copyright Film Festival TrentoVerso la fine del 2025 il dott. Federico Guasti, notaio in Milano, con un gesto di generosità nei confronti del Club Alpino Italiano, ha donato alla Sede Centrale del CAI una serie di documenti relativi alla spedizione italiana al K2 del 1954, oltre a corrispondenza e carte riguardanti l’attività di consigliere centrale e di consigliere del CAI Milano svolta dal padre, il notaio dott. Alessandro Guasti.
Tra il materiale donato spicca la copia dell’atto di citazione con cui Achille Compagnoni notificò al CAI e alla società di produzione del film Italia K2 la richiesta di essere riconosciuto quale proprietario delle riprese da lui effettuate in vetta al K2, nonché coautore del film e titolare di una quota degli utili derivanti dalla sua distribuzione.
La pretesa avanzata da Compagnoni venne rigettata dal Tribunale, ma la documentazione oggi acquisita contribuisce in modo significativo alla conservazione della memoria storica del CAI e rappresenta una fonte di grande interesse per studiosi, appassionati e per tutti coloro che riconoscono nell’alpinismo un patrimonio culturale del Paese.
La donazione del notaio Guasti assume inoltre un particolare valore simbolico alla luce del profondo legame che unisce la sua famiglia al Club Alpino Italiano. Al padre del donante, Alessandro Guasti, è infatti intitolato un rifugio del CAI Milano, situato nei pressi del Rifugio Casati, in Valfurva, ai piedi del Monte Cevedale, a testimonianza della sua passione per l’alpinismo e lo sci e dell’impegno profuso a favore della Sezione di Milano, svolto con competenza, dedizione e spirito di servizio.
Con questo gesto, Federico Guasti rinnova e rafforza una tradizione familiare di attenzione, partecipazione e sostegno ai valori del Club Alpino Italiano, contribuendo in modo concreto alla tutela e alla trasmissione della sua storia. Il CAI lo ringrazia sentitamente per la sensibilità dimostrata e per aver affidato all’Associazione documenti che arricchiscono il patrimonio collettivo e la memoria condivisa dell’alpinismo italiano.