Ghisolfi sale Gioia dieci anni dopo i primi approcci: "Excalibur mi ha aiutato"

Lo scalatore piemontese ha risolto un blocco simbolo nella storia del boulder. "L'ultimo dell'anno sono caduto quando ero quasi alla fine. Bello che sia questo il mio primo 8c+"

 

Esattamente 16 anni fa – era il 25 febbraio 2008-, Christian Core risolveva Gioia, nei boschi di Varazze, settore Antro dei druidi. Al tempo il fortissimo scalatore local aveva gradato il problema 8c, poi rivalutato 8c+ da Adam Ondra, primo ripetitore. Il 12 febbraio di quest'anno Stefano Ghisolfi lo ha salito, aggiudicandosi la sesta ripetizione di un blocco che aveva già avvicinato una decina di anni fa, ma era stato rimesso nel cassetto dopo che lo scalatore piemontese si era trasferito ad Arco. Gioia rappresenta qualcosa che va ben al di là della mera difficoltà, è una pietra – letteralmente- miliare nella storia del boulder.


Come è stato tornare a Gioia?

Avevo salito la versione in piedi già nel 2012, avevo iniziato a dedicarmi a quella sit a fine 2015, ero tornato anche nell'inverno 2016 a provarla. Poi mi sono trasferito ad Arco, mi sono dedicato alle vie e non ci sono più tornato. Quest'anno ho fatto un po' più di blocchi ed era il momento giusto.


A che punto del lavoro eri?

L'avevo fatta in due pezzi, ma non ero ancora riuscito a metterla insieme. Diciamo che ero a metà. Facendo altro è stato quasi naturale l'abbandono, a quel tempo nel boulder ero poco più di un principiante a livello di esperienza.


Dieci anni dopo ti sei ritrovato cresciuto fisicamente e mentalmente?

Sono sicuramente mentalmente più pronto e anche fisicamente non mi sento meno performante rispetto ad allora. Non ho fatto molta esperienza nel boulder, ma sicuramente un passo avanti.


L'esperienza di Excalibur ti è servita, come tipologia di via e impegno?

Sicuramente, allenarmi per Excalibur mi ha aiutato molto nel boulder, anche a livello di forza acquisita. E poi a quel punto mi sono avvicinato naturalmente al boulder.


Quali sono state le tappe che ti hanno portato a Gioia?

Ho fatto il mio primo 8c l'anno scorso a Silvretta (Anam Cara, partenza bassa), poi altri tre (Hazel grace, Adularia, Flow state) tra Svizzera e Val Daone.


Gioia è un problema che non si può riassumere nel grado. Perché?

Al tempo c'erano pochissimi boulder di quel grado, se non che forse è stato il primo. Era leggendario, così come era leggendaria la figura di Christian Core, che era molto avanti sul boulder rispetto ad altri. Era diversa anche la specialità, era una cosa piuttosto di nicchia. Non è che ora non ci sia sperimentazione, si continua ad andare avanti, ma allora si sapeva di meno. Per quanto riguarda Varazze non è forse più un hot spot come al tempo, ci sono località che sono più gettonate, ma rimane un posto che a me piace molto e comunque ho visto diversi stranieri all'area blocchi anche quest'anno.


È stato difficile chiudere Gioia?

Ho iniziato a provarlo a metà dicembre, sono caduto all'ultimo dell'anno, quando ero praticamente alla fine. Si vede che era destino dovessi farlo nel 2026. Sono particolarmente contento che il mio primo boulder di 8c+ sia proprio Gioia, un blocco bellissimo.


Per il 2026 cosa hai in programma? Continuerai con il boulder?

Farò un po' di tutto: gare, ma solo le tappe europee di coppa del mondo. E poi vie e anche blocchi, mi sta piacendo!