Gli alunni progettano i sentieri: a Cagliari il CAI porta la scuola sul campo

Alla Sella del Diavolo un progetto del CAI Scuola con l’IIS Meucci-Mattei coinvolge 24 studenti nella realizzazione di un sentiero, tra rilievi, segnaletica e sostenibilità

 

L’escursionismo continua a crescere e, insieme ai numeri, aumenta la necessità di infrastrutture leggere ma qualificate, capaci di garantire sicurezza, orientamento e rispetto degli ambienti naturali. È in questo scenario che si inserisce il progetto promosso dal CAI Scuola della sezione di Cagliari, in collaborazione con l’Istituto di Istruzione Superiore Meucci-Mattei, con l’obiettivo di portare gli studenti dentro un processo concreto: progettare un sentiero.

18 ore di formazione

Il percorso, articolato in un modulo di 18 ore di formazione, ha coinvolto ventiquattro studenti degli indirizzi Costruzioni-Ambiente-Territorio, Turistico e Amministrazione-Finanza-Marketing. Un gruppo eterogeneo che ha lavorato su competenze tecniche e visione strategica, guidato dal presidente del CAI Cagliari Gianni Cotza e dal referente regionale CAI Scuola Werther Bertoloni.

Il contesto operativo è stato quello della Sella del Diavolo, promontorio simbolico e fortemente frequentato, dove la pressione turistica rende evidente il bisogno di una gestione attenta dei percorsi. Qui gli studenti hanno potuto misurarsi con tutte le fasi della progettazione, passando dalla teoria all’applicazione. La prima fase si è svolta in aula, con un inquadramento tecnico che ha affrontato i temi chiave: problematiche legate alla frequentazione escursionistica, segnaletica CAI, utilizzo dell’app GeoResQ – sviluppata dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – e aspetti amministrativi, compresi i rapporti con enti come FoReSTAS. Il passaggio successivo ha portato il gruppo sul terreno. 

Imparare facendo: studio e posa della segnaletica

Durante la prima attività outdoor gli studenti hanno verificato il tracciato esistente, individuato i punti di posa e rilevato le coordinate per la segnaletica, distinguendo tra elementi verticali – tabelle segnavia e di località – e segnaletica intermedia, come segnavia di continuità, bandierine e picchetti. Non è mancata la posa di ometti in pietra, elemento semplice ma ancora fondamentale nella lettura del percorso.

Il lavoro non si è fermato al rilievo. In un incontro successivo, attraverso software di geolocalizzazione, sono state rielaborate le tracce registrate sul campo e le coordinate dei punti individuati. Un passaggio decisivo, che ha permesso di trasformare i dati in progetto: da una parte la stesura della modulistica tecnica, dall’altra la realizzazione simulata della segnaletica, costruita su supporti in cartone per verificare coerenza, leggibilità e posizionamento.

L’ultima fase ha riportato gli studenti all’esterno. Durante la seconda attività outdoor è stata simulata la posa in opera della segnaletica, mettendo in relazione progettazione e realtà. Un esercizio che ha chiuso il cerchio, consentendo di verificare sul campo le scelte fatte e comprendere criticità e margini di miglioramento. Il valore dell’esperienza sta proprio qui: non solo apprendimento, ma consapevolezza. Progettare un sentiero significa confrontarsi con sicurezza, orientamento, accessibilità e tutela della biodiversità. Significa capire che ogni scelta ha un impatto sul territori e in questa prospettiva, il progetto assume anche una dimensione più ampia, offrendo agli studenti uno sguardo sulle opportunità professionali legate al turismo sostenibile e alla gestione ambientale, ambiti sempre più centrali per territori come la Sardegna.