Idee per arrampicare: Stanza 237 a Castel Presina

Nuovo itinerario aperto da Matteo Rivadossi vicino a una vecchia via di Gigi Pinamonte. "Ha un traverso un po' pepato che esce da una grotta". Nel nome un omaggio a Shining e alle emozioni forti del diagonale

 

Nuova proposta da Matteo Rivadossi e soci in quel di Castel Presina (Monte Cimo, a Rivoli Veronese), per una via corta ma interessante, con un traverso decisamente pepato che rende le prime due lunghezze scalabili anche come monotiro, a patto di avere una corda da almeno 80 metri. 

 

Proprio per le emozioni miste che ha suscitato l'uscita in diagonale dalla grotta, la via è stata battezzata Stanza 237, un omaggio alle inquietudini in grado di suscitare Shining, il film di Stanley Kubrick tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King. Ovviamente qua si scherza e - più che la luccicanza- per riuscire nel traverso valutato come un solido 7b+ servono tecnica, “tenenza” e tutta la convinzione necessaria a mettere insieme i movimenti uno dopo l'altro. La lunghezza a ogni modo è superabile anche in azzero (o con l'aiuto di un cordino, staffe non utili), nel qual caso diventa un 6c+ e si riavvicina al grado complessivo richiesto dall'itinerario. La via nel complesso è 115 metri, 5 lunghezze.


 

Un dono dal passato

La via sale nel settore della Parete Rossa. “Era una di quelle giornate in cui piove e cerchi di rifugiarti a scalare da qualche parte – spiega Rivadossi-. Siamo finiti al riparo in questa grotta e abbiamo trovato dei vecchi fix. Abbiamo scalato la via, aperta da Gigi Pinamonte nel 2005, si chiama ‘Il cavaliere dei Rossomori’. Nella seconda lunghezza la via esce dal tetto in artificiale e con altre tre lunghezze finisce nel bosco. Ho visto che c'era ancora spazio sulla destra per proseguire con il traverso e così ho chiesto il permesso a Gigi, che in quella zona ha chiodato metà delle vie”.

 

Permesso accordato e a quel punto Matteo ha disegnato una linea quasi del tutto indipendente, che parte a destra de Il cavaliere dei Rossomori e la incrocia per 7-8 metri su L2. “Esce aggirando il bordo del tetto, poi ci sono due tiri e mezzo facili su muri gialli e grigi. Il traverso però è di una continuità devastante, su spit ariosi quanto basta. La via è già stata ampiamente ripulita, viene fornita chiavi in mano. Manca la libera integrale, per chi volesse”.


 

Un bel giochino

Alla fine del secondo tiro c'è una maglia rapida e le prime due lunghezze si possono affrontare anche con spirito “da falesia”, a patto di accettare la chiodatura, mentalmente più impegnativa. Dal punto di vista dei materiali invece tutto a posto: nel tratto in comune sono stati conservati i vecchi fix, già da 10 e assolutamente solidi. Avanti chi ne ha voglia e capacità!