Una tessera dell'epoca © CAI La Spezia
la realizzazione della rete sentieristica © CAI La Spezia
Altri scatti dalla mostra © CAI La Spezia
Attività con gli sci © CAI La Spezia
Giovanni Spinato © CAI La Spezia
Giovanni Spinato durante la MarcialongaCi sono storie che non stanno dentro un anniversario. E poi ci sono storie che, proprio grazie a un anniversario, trovano il modo di tornare a parlare. È il caso della Sezione ligure del CAI, che compie cento anni e sceglie di raccontarsi partendo da lontano, da quel 26 novembre 1924 in cui un piccolo gruppo di appassionati di escursionismo provò a dare forma a un’idea: costruire una comunità attorno alla montagna.
Da cosa nasce cosa
Una lettera, un primo abbozzo di statuto, la volontà di raccogliere proseliti. Da lì prese avvio un percorso che, due anni più tardi, nel 1926, avrebbe portato al riconoscimento ufficiale della sezione da parte del Club Alpino Italiano centrale. L’assemblea costitutiva della cosiddetta “sezione lunense” si tenne l’8 giugno dello stesso anno: cinque soci presentatori, tutti già iscritti alla Sezione di Torino, cinquantacinque aderenti e tre aggregati. Tra loro, anche due donne. Un dettaglio che oggi colpisce e restituisce la misura di una partecipazione che, fin dall’inizio, aveva già qualcosa di più ampio rispetto ai confini del tempo.
Raccontare cento anni, però, significa anche fare i conti con le lacune. Interi periodi sono rimasti senza documentazione, segnati da eventi come il secondo conflitto mondiale. Altri hanno richiesto un lavoro paziente di ricostruzione, attraverso archivi e testimonianze dei discendenti dei soci. Da questa ricerca, avviata oltre un anno fa da un gruppo di volontari, sono riemerse immagini che restituiscono uno spaccato vivido delle origini: signore con ombrellino, gonne e scarponi lungo i sentieri delle Alpi Apuane, le prime gite sociali, le prime manutenzioni, il recupero delle scalinate storiche che collegavano le colline alla città, arterie quotidiane prima ancora che escursionistiche.
L'opera di Giovanni Spinato
È negli anni Settanta, però, che questo lavoro assume una struttura più definita, grazie alla nascita della Commissione Sentieri. A guidare quella fase fu l’ammiraglio Giovanni Spinato, figura centrale nella storia del CAI spezzino. Sotto la sua direzione prese forma un progetto ambizioso: recuperare le antiche vie di comunicazione e restituirle alla comunità, affiancando a questo lavoro la realizzazione di una cartografia moderna. È su quelle prime carte che, ancora oggi, si fonda gran parte della lettura contemporanea del territorio.
A Spinato e a quel gruppo di volontari è dedicata l’apertura ufficiale delle celebrazioni per il centenario. Sabato 28 marzo, a partire dalle 16.30, la Mediateca regionale ligure Sergio Fregoso ospiterà la conferenza La riapertura dei sentieri CAI nella Provincia della Spezia, con gli interventi del sindaco Luigi Peracchini, del presidente del CAI La Spezia Carlo Mazza e di Serena Spinato. A seguire, presso la Biblioteca Civica “Ubaldo Mazzini”, verrà inaugurata la mostra fotografica, a ingresso libero.
Non si tratta solo di un omaggio, ma di una restituzione. Le quattro guide realizzate da Spinato, esposte in mostra, raccontano un approccio che oggi appare quasi anticipatore: non una semplice descrizione dei percorsi, ma un tentativo di integrare geografia, storia e cultura materiale. “Non si è limitato a cartografare e descrivere le antiche vie pedonali”, emerge dal lavoro di ricerca, “ma ha voluto raccogliere elementi della cultura storica e tradizionale, inserendoli in un quadro più ampio”. Un’operazione che intercettava, già allora, lo spirito delle Commissioni TAM del CAI, nate con l’obiettivo di coniugare frequentazione della montagna e tutela del suo patrimonio.