Il lago di Ceresole Reale si prepara a uno svuotamento programmato

Tra febbraio e marzo 2026 l'iconico invaso della Valle Orco sarà completamente svuotato per eseguire un intervento di manutenzione straordinaria.

Il paesaggio dell’alta Valle Orco, in Piemonte, si appresta a vivere un cambiamento radicale, seppur temporaneo. Il lago di Ceresole Reale, nelle cui acque azzurre si specchiano le cime delle Levanne e del Gran Paradiso, sta per trasformarsi in uno scenario lunare, fatto di rocce e sedimenti. Tra febbraio e marzo, il bacino sarà infatti oggetto di uno svuotamento, programmato dalla Iren Energia, società che gestisce il sistema idroelettrico della Valle.

 

Il lago di Ceresole senz'acqua, tra siccità e interventi programmati

È impossibile parlare del lago “vuoto”, senza che il pensiero corra immediatamente al 2022. In quell'anno, un inverno particolarmente caldo - stimato come il più caldo degli ultimi 65 anni - e arido, con un deficit pluviometrico estremo, con un solo giorno di pioggia registrato sul Piemonte nell'arco di un intero trimestre, portò l'invaso ai minimi storici. 

Il bacino, che presenta una capacità massima di 34 milioni di metri cubi, si presentava come una distesa di fango crepato, con un residuo di acqua nella sua estremità più orientale, come mostra il video realizzato il 23 marzo 2022 da Local Team. Una immagine divenuta simbolo drammatico della crisi idrica che sta caratterizzando, con sempre maggiore intensità, l'intera Penisola italiana.

Il prosciugamento cui si assisterà nei prossimi mesi non ha nulla a che vedere con l'emergenza climatica. Lo svuotamento previsto tra febbraio e marzo 2026 è infatti necessario alla conduzione di un’operazione di manutenzione straordinaria. Iren Energia ha comunicato di dover procedere allo svaso completo per ispezionare gli organi di regolazione e lo scarico di fondo, componenti vitali della diga di Ceresole, normalmente sommersi. Un passo necessario per garantire la sicurezza e l'efficienza dell'impianto per il futuro.

Le operazioni saranno eseguite in accordo con il Progetto di Gestione approvato dalla Regione Piemonte e i dettagli sono consultabili presso i Comuni di Ceresole Reale, Noasca, Locana, Sparone e Pont Canavese. Al termine delle ispezioni, l’invaso tornerà gradualmente a riempirsi, pronto a riflettere nuovamente il blu del cielo e le sfumature delle cime alpine. Il mutamento temporaneo del paesaggio regalerà un’opportunità unica a fotografi e appassionati di storia: dal fondale riaffioreranno infatti i “ricordi” di una Ceresole di cent’anni fa.

100 anni di storia sotto la superficie

La diga di Ceresole Reale è un’opera ingegneristica in grado di raccontare una trasformazione epocale della Valle Orco. I lavori iniziarono il 22 luglio 1925, nell'ambito del progetto di sfruttamento idroelettrico della Valle realizzato da AEM (ora Iren). Per fare spazio ai 34 milioni di metri cubi d’acqua, fu necessario “sacrificare” decine di case delle antiche borgate, che vennero sommerse.

Quando il lago si svuota, per cause naturali o umane, i resti delle antiche mura e delle fondamenta riemergono, testimoniando la vita montana precedente alla diga. L’opera, alta 52 metri e lunga 302, fu inaugurata ufficialmente il 2 agosto 1931 alla presenza del principe Umberto di Savoia. 

Nonostante la sua natura artificiale, il lago è oggi l'elemento identitario di Ceresole Reale, l’unico comune della provincia di Torino a essere membro delle Alpine Pearls (Perle delle Alpi), la rete internazionale del turismo sostenibile. Che si tratti di fare windsurf e kayak in estate, o di percorrere le sponde con gli sci da fondo e le ciaspole in inverno, il lago resta il cuore pulsante della Valle.