Leopardo delle nevi - Foto di Nina da Pixabay
Leopardo delle nevi - Foto In india travel - Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
Leopardo delle nevi - Foto Pixabay
Foto Eric Kilby - Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.0
Foto Eric Kilby - Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.0Il Nepal è uno dei 12 Paesi dell’Asia Centrale, tra le cui vette vive una specie a rischio, classificata come “Vulnerabile” dalla Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN): il leopardo delle nevi (Panthera uncia).
Un grande felino, anche noto come “fantasma delle montagne”, che si trova ad affrontare un alto rischio di estinzione in natura, nel medio termine, a causa di vari fattori, tra cui principalmente il bracconaggio e commercio illegale, la perdita e frammentazione dell’habitat, in conseguenza dell’espansione agricola e della costruzione di infrastrutture e i cambiamenti climatici.
Stimare il numero esatto di leopardi delle nevi nel mondo è estremamente difficile a causa della loro natura elusiva, del vasto e impervio areale montuoso che abitano e della scarsa densità di popolazione. Tuttavia, sulla base delle ricerche effettuate da organizzazioni come il WWF e la Snow Leopard Trust, si può stimare un numero di esemplari in natura compreso tra 3.900 e 6.500.
Riconoscendo l'importanza del leopardo delle nevi come indicatore della salute dell'ecosistema montano, il Nepal ha intrapreso diverse iniziative a protezione della specie, spesso in collaborazione con organizzazioni internazionali impegnate nella conservazione della biodiversità.
A confermare l’impegno nella difesa del felino, iconico della regione himalayana, il Paese è di recente entrato ufficialmente a far parte della International Big Cat Alliance (IBCA), l’Alleanza Internazionale per i Grandi Felini. Una organizzazione intergovernativa e internazionale, impegnata nella conservazione di sette specie di grandi felini: tigre, leone, leopardo, leopardo delle nevi, ghepardo, giaguaro e puma.
Il territorio nepalese accoglie, oltre al “fantasma delle montagne”, anche tigri e leopardi comuni. Pertanto, come evidenziato dalla stessa IBCA, l’entrata del Nepal nell’Alleanza, consentirà di rafforzare la collaborazione globale per la conservazione dei grandi felini.
L’organizzazione arriva così a contare 13 Paesi membri (Armenia, Bhutan, Cambogia, Eswatini, Etiopia, Guinea, India, Liberia, Nepal, Nicaragua, Rwanda, Somalia, Suriname), ma l’obiettivo a lungo termine, è di riuscire a includere tutti i 97 Paesi che ospitano i 7 grandi felini.
L'impegno dell'IBCA per la conservazione dei grandi felini
L’Allenza Internazionale per i Grandi Felini (IBCA) viene lanciata nel 2023, su iniziativa dell’India, in occasione del 50° anniversario del “Progetto Tigre”. Un progetto di conservazione che ha rappresentato un grande successo per il Paese, il cui obiettivo principale era proteggere e ripristinare la popolazione di tigri del Bengala in India.
A partire dal 23 gennaio 2025, a seguito della ratifica dell'Accordo Quadro, depositata presso il Ministero degli Affari Esteri indiano da parte del numero minimo legale di Paesi (pari a 5), l'IBCA ha iniziato a operare come entità legale internazionale a tutti gli effetti. La sede dell'Alleanza è a Nuova Delhi e l'attuale Presidente è Bhupender Yadav, Ministro dell’Ambiente, delle Foreste e del Clima dell’India.
Alla base della fondazione della IBCA, vi è la convinzione che, per proteggere adeguatamente i grandi felini, gravemente minacciati dalla perdita di habitat dovuta alla deforestazione, all'urbanizzazione e ai cambiamenti nell'uso del suolo, oltre che al cambiamento climatico, le aree protette non bastino.
Si rende necessaria una cooperazione tra gli Stati che ospitano le 7 specie da difendere, che consenta di migliorare lo scambio di conoscenze sulle minacce dei grandi felini e sulle relative soluzioni, rendere più efficace la loro gestione nei vari Paesi, sensibilizzare l'opinione pubblica mondiale e promuovere attività di sensibilizzazione sull'importanza della conservazione, mobilitare risorse e collaborare sinergicamente con organismi internazionali, impegnati nella conservazione della biodiversità.
In sintesi, fare un buon gioco di squadra, creando una piattaforma internazionale, che consenta di unire gli sforzi a livello globale e dare una risposta coordinata alle sfide che minacciano la sopravvivenza dei grandi felini nel mondo.
“La nostra visione – si legge sul sito dell’Alleanza – è di promuovere un ecosistema globale in cui i grandi felini prosperino, a simboleggiare una armonia tra fauna selvatica e esseri umani. Puntiamo a vedere queste maestose creature, indicatori di ecosistemi sani, prosperare nei loro habitat naturali. Questo obiettivo sarà raggiunto attraverso una solida collaborazione internazionale, una ricerca scientifica dedicata e un coinvolgimento attivo della comunità.”