Il 74° Trento Film Festival volge lo sguardo a Est e sceglie la Corea del Sud come Paese ospite della sezione “Destinazione…”, uno spazio che dal 2011 esplora cinematografie e contesti culturali lontani dal tema montagna, per offrire uno sguardo ampio e trasversale sulle produzioni internazionali. Dopo Georgia, Groenlandia, Etiopia, Irlanda e Argentina, nel 2026 il viaggio conduce in Estremo Oriente, al centro di una delle più profonde trasformazioni del cinema contemporaneo.
Negli ultimi venticinque anni la Corea del Sud ha costruito un vero e proprio modello culturale globale, capace di affermarsi grazie a un sistema produttivo solido, a un nuovo star system e a una generazione di autori di altissimo livello. Il punto di svolta è stato il trionfo internazionale di Parasite di Bong Joon-ho, Palma d’Oro a Cannes e Oscar come miglior film nel 2020, ma il fenomeno si inserisce in un contesto più ampio che comprende la diffusione planetaria del K-pop e il successo dei K-drama, culminato con Squid Game, ancora oggi la serie più vista di sempre su Netflix.
«Il cinema coreano nell’ultimo quarto di secolo ha proposto capolavori come nessun’altra cinematografia al mondo», spiega Mauro Gervasini, responsabile della programmazione cinematografica del Trento Film Festival. «Abbiamo deciso di omaggiare quattro maestri riconosciuti – Kim Ki-duk, Park Chan-wook, Bong Joon-ho e Lee Chang-dong – proponendo al contempo novità, chicche di genere e un grande film di montagna».
Il programma di “Destinazione… Corea del Sud” comprende 15 opere, tra 9 lungometraggi e 6 cortometraggi, selezionati tra le migliori produzioni degli ultimi due decenni, molti dei quali mai distribuiti nelle sale italiane. Dai film di culto come Save the Green Planet! e Old Boy, ai capolavori d’autore come Memorie di un assassino e Poetry, fino al cinema di genere con Peninsula, la selezione restituisce tutta la varietà e la potenza espressiva del cinema coreano.
Particolare attenzione è riservata al cinema di montagna, con The Himalayas di Lee Seok-hoon, dedicato alla figura del leggendario alpinista Um Hong-gil, primo al mondo a salire tutte le 16 vette più alte della Terra. Il protagonista reale del film sarà ospite del Festival, rafforzando il legame tra racconto cinematografico e esperienza vissuta, da sempre cifra distintiva del Trento Film Festival.
Accanto ai lungometraggi, la sezione propone una ricca selezione di cortometraggi, inclusi due film d’animazione, realizzati in collaborazione con Dorico International Film Fest, a conferma dell’attenzione del Festival verso i nuovi linguaggi e le forme brevi del cinema contemporaneo.
Il programma si estende anche oltre le sale, con un calendario di eventi speciali che arricchiscono il dialogo tra cinema, esplorazione e cultura. Tra gli appuntamenti più attesi, la serata evento che vedrà protagonisti Kim Young-mi e Alex Bellini, due esploratori che metteranno a confronto esperienze maturate ai confini del mondo, in un dialogo dedicato a resilienza, scoperta e rapporto tra essere umano e natura.
Spazio anche alla letteratura con la presentazione del volume Made in Korea. Dalle origini al K-pop di Noemi Pelagalli, e alla formazione con una masterclass dedicata al cinema coreano condotta da Fiaba Di Martino, pensata per approfondire temi, autori e linguaggi di una delle cinematografie più vitali del panorama internazionale.
Completano il programma laboratori, mostre e momenti conviviali, come gli show cooking dedicati alla cultura gastronomica coreana. Il calendario completo degli eventi sarà presentato a inizio aprile insieme al programma generale del 74° Trento Film Festival. La sezione “Destinazione… Corea del Sud” gode del Patrocinio dell’Istituto Culturale Coreano in Italia, a conferma del valore culturale e istituzionale dell’iniziativa.