Riscaldamento prima di un tentativo @Andrea Cossu / Onsen Productions
Un momento di confronto @Andrea Cossu / Onsen Productions
Jacopo su Bon voyage @Andrea Cossu / Onsen Productions
La ripetizione di Bon voyage (E12/9a) da parte di Esteban Daligault ha riacceso i riflettori su una via trad estrema particolarmente gettonata in questi ultimi due anni, anche se per adesso sono appena sei gli scalatori che l'hanno salita. Tra questi anche il nostro Jacopo Larcher, unico italiano a essere riuscito nella ripetizione dell'itinerario liberato da James Pearson giusto tre anni fa. Lo scalatore altoatesino conferma la bellezza della linea e ci racconta in prima persona l'esperienza vissuta.
Quando è iniziata la tua storia su Bon voyage?
Ho iniziato a provarla circa tre anni fa, era l'inverno del 2023. Mi sono trovato subito bene, a parte l'uso del mignolo in monodito. Era un movimento un po' particolare e mi sono infortunato. Ho iniziato con un altro dito ma mi si è aperto subito e ho smesso. Poi sono tornato nella primavera del '24, per quattro giorni, da solo, in top rope. Ero riuscito a fare il movimento, ma facevo ancora molta fatica. In quel periodo c'era anche Seb Berthe che poi l'ha chiusa.
Nel 2025 sei riuscito finalmente a mettere tutto insieme.
In primavera ho avuto subito buone sensazioni, ma mi sono infortunato al collo, quindi ho perso tutta la forza al braccio. Sono tornato in autunno, dopo che per l'infortunio di Babsi abbiamo cancellato il viaggio in Yosemite. Non era in programma andare ad Annot, ma mi sono trovato subito bene. Ho provato subito da primo e i movimenti mi sono venuti abbastanza facili.
Quanti tentativi?
Meno di una decina. La cosa che mi ha fatto ridere è che una volta passato il crux pensavo che sarebbe venuto tutto facile e invece cadevo all'ultimo movimento duro. Ma è stato bello perché non ero da solo, nel senso che a provarla con me c'era un altro scalatore che aveva il mio stesso obiettivo [a breve uscirà la comunicazione ufficiale, per cui rispettiamo la volontà di non svelarne l'identità, ndr]. Però è stato un po' come provare un tiro in falesia ed è stato molto motivante. Aggiungo il fatto che la via è molto sicura.
Punti di contatto con Tribe?
Ce ne sono. Entrambe difficili, entrambe abbastanza sicure. Tribe è molto più corta, si scala su granito, Bon voyage è arenaria. Ma possiamo dire che in entrambi i casi riesci a focalizzarti abbastanza sulla via, sulla tecnica. Bon voyage non la definirei una via di resistenza, anche se nella prima parte, piuttosto lunga, la resistenza è importante. Ma poi c'è un grosso riposo, un altro blocco, un altro riposo. Sicuramente è molto bella e molto particolare. Come dicevo, è anche abbastanza sicura, anche se a fine traverso, pur essendo altissimo, se cadi hai sotto un pilastro che è un po' in là rispetto alla verticale...c'è rischio di sbattere, ma poi non ci abbiamo mai sbattuto, né io né Ondra.
Avete utilizzato tutti la stessa method?
James [Pearson, ndr] ha usato una method diversa per il chiave, prendeva un intermedio che noi non usavamo. Noi tenevamo il buco con dita diverse e ci allungavamo. Nella prima parte poi i metodi erano un po' diversi.
Visto che dopo un anno Pearson ha dato un grado, ora magari anche tu ci ripenserai per Tribe?
No, assolutamente, Tribe resta così. Io da un po' non do più gradi alle mie salite. Non è dovuto a una cautela...trovo davvero difficile dare un grado alla prima salita. Si tratta di una esperienza molto particolare, mentre quando sai che qualcuno è già riuscito, tutto cambia. Comunque credo che Adam sia stata la persona più indicata, vista l'esperienza, per confermare il grado.
Daligault si sta facendo un nome. Cosa ne pensi della sua scalata?
Lo conosco poco, l'ho visto per la prima volta questa primavera e credo che sia un talento allucinante. Fa alpinismo ad altissimo livello, skate, traccia. È incredibilmente polivalente e provo sempre grande ammirazione per chi riesce a cambiare così facilmente, senza allenarsi nello specifico per una sola cosa. In generale, a Chamonix c'è un gruppetto di francesi che fanno cose impressionanti. Quando si crea quella particolare condizione vengono fuori cose sempre molto interessanti. Lì per esempio si spingono molto l'un con l'altro su misto. Magari da noi succede in falesia, ma loro lo fanno su terreni completamente differenti.