Jorge Diaz Rullo su Cafè Colombia
Cafè Colombia ufficialmente non ha ancora un grado © Iandzilenski via IG J.D. Rullo
J.D. Rullo ha lavorato per anni su questa via © Matt Pincus
Si è conclusa la sfida alla gravità di Jorge Diaz Rullo, tra i migliori scalatori al mondo. A soli 27 anni, sulla king line di Cafè Colombia, nella falesia di Margalef, è risucito a raggiungere la catena dopo 240 giorni e migliaia di tentativi. Ci sono voluti metri e metri di nastro per le dita, infinita determinazione, notti insonni e centinaia di ore passate ad allenarsi, ma alla fine è stato capace di risolvere un tiro di arrampicata sportiva tra i cinque più duri al mondo. Un sogno diventato realtà il 13 marzo 2026.
Il Mostro di Margalef
L’aveva definita “una linea mostruosa”, quella via di 30 metri che corre sulla piastra di calcare a 45° più celebre di Spagna e non solo. Proprio lì, al Racò de la Finestra, si trovano Perfecto Mundo, 9b+ liberato da Alex Megos nel 2018, Víctima Pérez, 9a salito dal campione del mondo Ramón Juliàn, e tante altre linee iconiche di alta difficoltà. Ma Cafè Colombia, chiodata da Anghelo Bernal nel 2020, restava un 9 seguito da un punto interrogativo sulle guide di Margalef. Una sequenza di tacche, pinzate e buchi proprio là dove servono, appigli sempre piccoli e distanti che non concedono molti riposi. Qui il conglomerato è più compatto e strapiombante dei settori classici, come il gettonato Racó de las Espadelles, e lo sviluppo è molto maggiore di altri settori di alto livello, come Laboratori, dove il 9a+ di Demencia Senil non supera i 16 metri.
Un tiro che richiede dunque forza pura, body tension e grande resistenza oltre ad una concentrazione costante fino alla catena. Un vero mostro ma anche una vera king line.
Il cavaliere madrileno
Jorge Díaz Rullo, classe 1999, calciatore come tanti bambini spagnoli, scopre l’arrampicata con il fratello a 12 anni e, cinque anni più tardi, inizia a gareggiare. Negli anni passa dalla plastica alla roccia, raggiungendo rapidamente l’8C di boulder e il 9a con la corda. Tra allenamenti, gare e viaggi, conclude gli studi in scienze motorie che lo portano a lavorare come personal trainer oltre a essere un tracciatore in palestra. Ora ha all’attivo numerosi 9b e i tre 9b+ di Bibliographie a Ceuse, Mejorando la Samfaina a Margalef e Change a Flatanger. Ama l’arrampicata per la libertà che riesce a dare, la particolarità del suo gesto e il confronto con i propri limiti. Limiti di certo messi alla prova nella sua sfida più grande.
240 giorni di battaglia
Il fascino di Cafè Colombia lo chiama a sé nel 2021 quando ci mette le mani per capirne la fattibilità o meno. Le sensazioni sono buone, ma l’ultimo movimento in alto sembra indecifrabile soprattutto con la stanchezza nelle braccia degli intensi passaggi precedenti. Inizia così a migliorare ogni passo per arrivare in alto con qualche possibilità. Nascono così le varianti e i link , ossia l’unione di più vie, di Cafè Solo, Carlota la colombiana e The journey in Colombia, tutti oltre il 9a.
Nel 2023 le sensazioni sono buone e Jorge cade in alto per ben quattro volte. Nessun altro tiro al mondo lo distoglie dal suo progetto ed arriva più pronto che mai a questo inverno. Purtroppo i mesi di gennaio e febbraio sono stati tra i più freddi e piovosi di sempre. A marzo torna sotto l’immenso strapiombo ed infine, venerdì scorso, riesce nell’impresa.
E il grado? Quel numero seguito da una lettera che in casi come questi interessa un po' a tutti? Jorge non si esprime; per lui è stato un processo bellissimo, ma sicuramente siamo tra i massimi livelli. Difficile dire se 9b o 9c o oltre. Si resta in attesa di almeno un'altra ripetizione che, di certo, non arriverà a breve visto che i tanti amici che hanno condiviso con lui alcune giornate sono passati presto ad altri progetti. Probabilmente rientra tra i cinque tiri più difficili al mondo: Silence, DNA, B.I.G e Duality of Man.
“Dopo 240 giorni, tutto si è allineato”. J.D. Rullo
"Ancora non credo che sia vero! Per anni, tutto ruotava attorno a questo progetto. Ci sono stati momenti difficilissimi, ma non ho mai smesso di credere che fosse possibile. Ho spinto i miei limiti in ogni modo. Ho pensato ossessivamente a ogni minimo dettaglio. Mi sono allenato più duramente che mai, cercando di raggiungere un livello che un tempo sembrava impossibile. Dopo 240 giorni, tutto si è allineato e, finalmente, il mio sogno è diventato realtà. Una lotta che ricorderò per sempre. Grazie a tutti coloro che hanno percorso questa lunga strada con me. E grazie Cafè Colombia, per aver plasmato il climber che sono oggi."