Kirghizistan, spedizione basca sale tre vette inviolate

Mikel Txintxurreta e Imanol Muro hanno esplorato la regione dello Dzhagart, scalando cime vergini sui 5.000 metri e aprendo una nuova via sul Thüsümbodüm

Durante la scorsa estate, i baschi Mikel Txintxurreta e Imanol Muro hanno completato una spedizione alpinistica nella catena montuosa del Dzhangart, in Kirghizistan. Il viaggio, di carattere esplorativo e finanziato in parte da una borsa di studio alpinistica del comune di San Sebastian, ha fruttato loro la salita di ben tre cime vergini in una zona fino a quel momento inesplorata. La cordata ha inoltre aperto una nuova via sul Thüsümbodüm.

L'ispirazione per la meta è nata dalla lettura di articoli e dal report dei maiorchini Tomeu Rubí e Cati Lladó, che avevano tratteggiato l'assoluta solitudine di quei luoghi e la possibilità di arrampicare su diverse cime intorno ai 5mila metri, mai salite. Dzhangart si trova a a ovest del noto Khan-Tengri o Pik Pobeda, al confine con la Cina; gli alpinisti si sono concentrati sue 3 delle 9 valli glaciali presenti nell'area e hanno raggiunto il campo base - a quota 3.700 metri- dopo due giorni di viaggio. Per raggiungere la valle di Dzhangart e da lì risalire i ghiacciai su cui si trovavano le montagne, i due baschi hanno dovuto risalire l'omonimo passo e scendere per una carrabile attrezzata dai minatori.

La prima cima, di acclimatamento, è stata salita in due giorni, compreso l'avvicinamento. La salita è stata effettuata per il versante ovest. Txintxurreta e Muro hanno salito cinque tiri su un muro di ghiaccio di circa 300 metri, con pendenze nell'ordine del 55-60°. Superata la parete sono usciti in cresta e su neve hanno proseguito fino alla cima, a quota 4.925 metri. I due alpinisti sono scesi per il versante est, descritto come un labirinto di enormi crepacci. La vetta è stata chiamata Manzano, in onore di un loro amico, scomparso cinque anni prima.

Successivamente, i due alpinisti si sono rivolti alla parete nord del Thüsümbodüm (5.081 metri), dove già Rubì e Llado avevano aperto una via nel 2011. La cordata si è messa al lavoro a sinistra della via esistente, scalando 12 tiri per oltre 500 metri complessivi, con difficoltà di 80-85° su ghiaccio e M3 di misto, uscendo sulla spalla ovest. La cordata ha rinunciato alla vetta per via di continue scariche di sassi ed è rientrata alla base in doppia. La via è stata chiamata Santa Barbara.

Per concludere la spedizione, Txintxurreta e Muro si sono diretti verso il Letaveta Peak (5.312 metri) attraverso una valle fino a quel momento inesplorata. L'obiettivo era scalare la nord, ma le condizioni non sembravano garantire sufficiente sicurezza e così la cordata ha deciso di attaccare una cima vergine, collegata al Letaveta da una cresta. Il team ha superato un canalone ghiacciato per 200 metri, quindi ha superato una crepacciata e ha seguito la cresta fino in vetta, sfiorando i 5.000 metri di quota. La cima è stata chiamata Gama. Il rientro al campo alto è stato reso difficoltoso dalle condizioni del fiume che avevano attraversato all'andata, che nel frattempo si era ingrossato. Infine, i due alpinisti hanno puntato una cima vergine a sud del Pik Manzano, raggiunta tramite un pendio di ghiaccio di moderata pendenza e una cresta sommiate estetica. La vetta è stata battezzata Pik Drug, quota 4.912 metri.