La Befana porta la neve: l’Appennino imbiancato

Tra il 6 e il 7 gennaio 2026, abbondanti nevicate hanno imbiancato l’Appennino. Molti i disagi su strade e passi montani. Il rischio valanghe resta elevato in quota.

La Befana tutte le feste porta via… ma porta anche la neve, in Appennino. Nevicate abbondanti hanno infatti interessato la spina dorsale d'Italia, dall’Emilia Romagna fino all’Abruzzo, nei giorni tra il 6 e il 7 gennaio 2026. La neve è scesa fino a quote collinari, regalando scenari mozzafiato ma anche notevoli disagi.

Già dal mattino del 6 gennaio, una massa di aria artica ha investito l’Appennino settentrionale e centrale, trasportando le montagne nell'inverno. I fiocchi hanno interessato in particolare l'Appennino tosco‑emiliano e romagnolo, con accumuli superiori ai 15 cm; le zone interne dell’Abruzzo, dove la neve ha continuato a cadere fino a sera. I maggiori disagi si sono registrati sulle strade e sui passi montani con numerose auto rimaste bloccate In particolare il tratto appenninico dell’Autostrada A1, tra Firenze e Bologna, ha registrato rallentamenti e blocchi temporanei, mentre comuni di media montagna hanno segnalato interruzioni della corrente elettrica e difficoltà nei collegamenti locali.

Nella giornata del 7 gennaio, le nevicate hanno iniziato a diminuire, ma l’aria fredda persistente ha mantenuto le temperature ben al di sotto dello zero in quota. L’Appennino centrale e meridionale ha continuato a vedere prevalenza di neve o pioggia mista.

Da oggi è atteso un graduale miglioramento sui settori centrali, con cielo che tenderà ad aprirsi e precipitazioni in esaurimento, mentre sui versanti meridionali e montagne interne residua instabilità potrà portare ancora qualche nevicata intermittente. Le temperature rimarranno ben sotto la media stagionale, soprattutto in quota.

 

Il rischio valanghe

Dopo le intense nevicate di questi giorni, il rischio valanghe resta un elemento da monitorare con attenzione, soprattutto nelle aree di alta montagna e sulle dorsali appenniniche più innevate. I bollettini regionali evidenziano criticità moderata - allerta arancione per rischio valanghe sul Gran Sasso (sia la parte est che quella ovest), con la raccomandazione delle autorità di protezione civile di tenere sotto controllo quotidianamente i bollettini nivologici del Servizio Meteomont.

In altre zone appenniniche il pericolo varia a seconda dell’esposizione, quota e accumulo recente di neve, ma non è escluso il distacco di lastroni o valanghe di neve instabile, soprattutto su versanti ripidi e dopo nuovi passaggi di vento o precipitazioni. Le autorità locali hanno anche disposto chiusure precauzionali di alcune strade di montagna proprio per il possibile rischio valanghe.

Per chi programma escursioni o attività in quota è fondamentale consultare i bollettini nivologici aggiornati e muoversi secondo esperienza e con equipaggiamento adeguato.