La frana di Petacciato continua a muoversi. Protezione civile al lavoro

Dopo le ingenti precipitazioni dei giorni scorsi, la situazione in Molise resta complessa. Fabio Ciciliano: "Tempi lunghi per tornare alla normalità". Trigno, proseguono le ricerche di Domenico Racanati

 

Dopo i danni e i disagi causati dalle forti piogge e dalle nevicate in quota della settimana scorsa, il Centro Italia fa i conti con nuovi dissesti. Sulla costa adriatica tra Vasto e Termoli si è infatti riattivata una “storica” frana storica a Petacciato, in provincia di Campobasso. A causare il distacco, le ingenti precipitazioni che avevano già fatto crollare un ponte sul fiume Trigno nella giornata del 2 aprile, con un uomo che risulta ancora disperso. 

Gravi disagi

La frana ha portato a gravi conseguenze sull'intera circolazione in una vasta area che comprende Abruzzo, Molise e Puglia, rendendo necessario un intervento coordinato tra presidenza del Consiglio e i ministeri dei Trasporti e per la protezione civile. “Poiché la frana risulta ancora attiva, qualsiasi intervento volto al ripristino della viabilità e della rete ferroviaria sarà valutato solo al termine delle verifiche tecniche attualmente in corso”, spiega una nota di Palazzo Chigi. A livello operativo “la protezione civile ha da subito convocato il proprio comitato operativo, che è riunito in seduta permanente, per la gestione della prima emergenza volta alla accoglienza dei cittadini evacuati e per definire le azioni da intraprendere per assicurare i collegamenti nell’attesa del ripristino della viabilità”.


La situazione è molto complessa e la risoluzione dei disagi richiederà settimane, se non addirittura mesi, ha spiegato Fabio Ciciliano, capo dipartimento della Protezione Civile. "Se ci aspettiamo un ripristino in 5-7 giorni dell'autostrada A14 e della linea ferroviaria siamo fuori strada. Parliamo di un fronte di frana lungo 4 chilometri e la linea ferroviaria ci passa dentro. È ovvio quindi che finché non si ferma non sarà possibile fare nessun tipo di ripristino infrastrutturale. I tempi saranno molto lunghi”.

Ricerche in corso

Nel frattempo sono state potenziate le ricerche, a terra e in mare, di Domenico Racanati, il 53enne di Bisceglie caduto con la sua auto nel fiume Trigno in seguito al crollo del ponte sulla statale Adriatica, nella giornata del 2 aprile. Agli esperti di vigili del fuoco e capitaneria di Porto di Termoli, si sono aggiunti anche gli uomini del reparto aeronavale della Guardia di Finanza e le unità cinofile delle Fiamme Gialle per le ricerche a terra.

 

La Guardia costiera ha raddoppiato i mezzi per le ricerche: la foce del corso d'acqua è scandagliata palmo a palmo dai nuclei sommozzatori con strumentazione per monitorare i fondali delle acque torbide, dal nucleo Sapr per la perlustrazione con droni delle zone più difficilmente accessibili, dal Saf (speleo alpino fluviali) per la perlustrazione delle rive fangose.
Nel contempo si sta anche lavorando per sgomberare la zona e le rive da arbusti e residui trasportati dall'ondata di maltempo. Le attività in corso riguardano i fondali del corso d'acqua, le rive, il mare e la terra intorno.