La luna saluta la Capanna Margherita. L’immagine potente di Valerio Minato

Un’esplosione di vento, neve e luce lunare a 4554 metri, firmata dal fotografo torinese che ha catturato la maestosità del Monte Rosa con il rifugio più alto d'Europa.
La Capanna Margherita emerge dal contrasto con il passaggio della luna. Foto da fermo immagine del video

Poteva il nuovo anno iniziare senza una nuova immagine targata Valerio Minato? Questa volta l'obiettivo del fotograto torinese si è soffermato sul massiccio del Monte Rosa, riuscendo a catturare un gioco di contrasti tra il movimento della luna e il rifugio più alto d'europa, la Capanna Margherita

Nel video si vede la luna piena che saluta la Capanna Regina Margherita in uno spettacolo di vento, neve e luce. Sui social Minato racconta la potenza primordiale del momento: “Guardate la forza del vento che schiaffeggia la vetta: la neve danza tra le raffiche mentre la luna saluta i 4554 metri della Gnifetti”. Un’immagine decisamente inusuale, che unisce poesia e grandiosità naturale.

La Capanna Regina Margherita, arroccata per l'appunto sulla Punta Gnifetti, è nota non solo come rifugio alpino più alto d’Europa, ma anche come osservatorio scientifico di grande rilievo. La sua storia parte dalla fine dell’Ottocento: la costruzione fu decisa dal Club Alpino Italiano nel 1889 e inaugurata ufficialmente il 18 agosto 1893 alla presenza della Regina Margherita di Savoia, alla quale fu dedicata la struttura. La capanna moderna che vediamo oggi non è l’originale: quella originale venne smantellata e nel 1980 fu inaugurato un edificio più capiente e attrezzato, con spazi per ospitare alpinisti e ricercatori, vista l’importanza della sua posizione estrema per esperimenti scientifici di alta quota e meteorologia. Questa in breve la sua storia, per approfondire vi rimandiamo all'articolo che abbiamo dedicato al rifugio più alto d'Europa.

Il video di Minato è un 8k realizzato con Canon R5 mk 2 a 560 mm di focale (con crop successivo in montaggio). Come potete vedere l’aria non era affatto ottimale: fortissime turbolenze in quota hanno creato questo effetto tremolante delle immagini. Nulla ha tolto comunque alla grandiosità della scena”.