Vigneti sull'altopiano di Brentonico
La petizione del Comitato biodiversità e salute per Brentonico per chiedere uno stop all'espansione dei vigneti sull'altipiano ha portato nella giornata di ieri alla risposta dell'amministrazione di Brentonico, e al contributo della SAT locale, che ha ribadito la propria autonoma posizione sul tema, argomentando proposte concrete di intervento.
L'amministrazione incontra i cittadini
Il Comune dal canto suo ha ribadito che - in relazione all'espansione della superficie coltivata a vite- ha avviato un processo partecipativo che ha coinvolto cittadini, operatori del settore agricolo, associazioni e portatori di interesse, con l’obiettivo di costruire una visione complessiva ed evitare contrapposizioni tra diverse componenti della comunità.
Parallelamente, è stato avviato il lavoro sulla variante al Piano Regolatore Generale e la Comunità della Vallagarina ha comunicato che entro la fine del 2026 potrà essere predisposto il materiale tecnico necessario per procedere con la prima adozione della variante stessa in Consiglio comunale. “In questo contesto si inserisce anche l’incontro pubblico in programma mercoledì 15 aprile al centro culturale, proprio sulla variante del Piano Regolatore Generale. Sarà un’occasione di confronto e informazione sul futuro urbanistico del territorio”. L'incontro, che si terrà alle 20.30, sarà aperto ai cittadini e partecipato anche dall'assessore provinciale Mattia Gottardi.
In risposta a questo invito, il comitato a sua volta ha “convocato” la popolazione per un altro incontro, che si terrà nella giornata precedente, presso la Sala della Cooperazione di Brentonico. Biodiversità e salute per Brentonico ha anche fatto sapere che depositerà a breve in Comune due proposte: una variante al PRG per tutelare l'ambiente e una seconda istanza di modifica del regolamento comunale, al fine di garantire la salute pubblica e la convivenza civile all'interno delle aree agricole.
La posizione della SAT di Brentonico
In questa contrapposizione di vedute, la SAT di Brentonico riconosce il “peso” della petizione, che ha raccolto più di mille firme, relative a circa un quarto degli interessati. Allo stesso tempo il sodalizio ha eletto un proprio rappresentante nella commissione istituita dal Comune per raccogliere le diverse istanze, con l'intento di partecipare alla discussione anche nella sua forma più istituzionalizzata. A questo si aggiunge l'esposizione – nella sua completezza- di una posizione autonoma, basata su proposte concrete volte a tutelare l'ambiente in un clima di cooperazione con le varie parti in causa.
Riportiamo perciò a seguire - nei suoi passaggi più significativi- la lettera della sezione SAT di Brentonico, firmata dal presidente Maurio Viesi e inviata al Comune. “Il sentito problema di impianti a vigneto molto estesi ed alcuni ad alta quota, in diverse zone del nostro territorio, prima coltivate principalmente a foraggio, induce una serie di preoccupazioni che richiedono possibili e concrete risposte, tenendo conto delle diverse esigenze (…). Non siamo per una montagna “wilderness” dove al posto delle colture foraggere o di altro genere subentri il bosco non coltivato, in modo selvaggio appunto, bosco che ha già ripreso molte macchie e prati erbosi con velocità sorprendente. Siamo per la coltivazione, la conservazione del paesaggio naturale come plasmato in forma rispettosa e con fatica dall’uomo attraverso contenimenti, riempimenti, piantumazioni, malghe (...). Dalle indicazioni del dirigente provinciale in materia urbanistica durante il primo degli incontri è stato affermato, pur con delle limitazioni, che il Piano Regolatore generale comunale attraverso puntuali varianti possa individuare le zone, stabilire limiti di altitudine e definire altri criteri. Questa è sicuramente la possibilità più incisiva ma non ne esaurisce altre”.
Gli interventi proposti
Gli interventi richiesti toccano tanto il piano normativo, quanto quello operativo. "La conformazione ed estensione dei vigneti dovrebbe imporsi come una limitazione estensiva per la stessa coltivazione di vigneti e obbligare i proprietari a rompere i grandi declivi con muretti che ne diano una dimensione paesaggistica meno impattante (non di tratta di fare muretti a secco ma certamente murature con sassi e non con le stesse minime distanze di una volta tra l’uno e l’altro ma con linee di muri che rompano la continuità del coltivato e consentano a loro volta l’utilizzo dei macchinari per agevolare coltivazione e raccolta. Non un grande sforzo per un risultato proficuo per il paesaggio e per la salvaguardia dell’ambiente dall’erosione delle sempre più frequenti grandi precipitazioni. Non è solo questa una questione paesaggistica, infatti, ma riguarda uno dei problemi che questo tipo di grandi estensioni non in piano provoca: il dilavamento della terra , che come già successo sopra Prada, invade le strade , erode il territorio e allaga le zone sottostanti”.
La lettera chiede anche di sostituire i pali in cemento con paleria in legno a lunga durata ( castagno o altro legno resistente), una limitazione dell'uso degli anticrittogamici e un incentivo alla coltivazione del biologico. Nell'ottica di un contributo sempre propositivo, la SAT di Brentonico parteciperà alla riunione del 15 aprile.