Il tramonto di Luna Piena sulla Capanna Regina Margherita. Foto Facebook Valerio Minato.
Il tramonto di Luna Piena sulla Capanna Regina Margherita. Foto Facebook Valerio Minato.
Il tramonto di Luna Piena sulla Capanna Regina Margherita. Foto Facebook Valerio Minato.
Il tramonto di Luna Piena sulla Capanna Regina Margherita. Foto Facebook Valerio Minato.
Il tramonto di Luna Piena sulla Capanna Regina Margherita. Foto Facebook Valerio Minato.
Il tramonto di Luna Piena sulla Capanna Regina Margherita. Foto Facebook Valerio Minato.
Il tramonto di Luna Piena sulla Capanna Regina Margherita. Foto Facebook Valerio Minato.Dopo l’anteprima video, Valerio Minato ha finalmente pubblicato anche le fotografie del tramonto di Luna piena dietro la Capanna Regina Margherita, il rifugio più alto d’Europa, arroccato a 4554 metri sulla Punta Gnifetti, nel cuore del massiccio del Monte Rosa. Le immagini confermano e amplificano la potenza di quelle sequenze: la Luna che scivola lentamente dietro la vetta mentre il vento solleva nuvole di neve, trasformando la cresta in un teatro di giochi di luce.
Un sensazione che deve aver pervaso anche Minato mentre osservava la scena attraverso la lente della sua camera, che ha così raccontato il momento sui social: “A 4554 metri di quota, dove l’aria si fa sottile e il vento non riposa mai. Ho catturato il tramonto della Luna piena mentre scivola dietro Punta Gnifetti, proprio lì dove la Capanna Regina Margherita sfida gli elementi da oltre un secolo”. Non si tratta solo di una foto, ma di una scena che unisce geografia, meteorologia e poesia visiva. Guardando con attenzione le immagini si percepisce quasi il rumore del vento, la fatica della montagna e la fragilità della luce lunare che tenta di resistere alla tempesta. “Se osservate bene le creste, si vedono chiaramente le raffiche di vento che spazzano via la neve fresca, creando una danza di cristalli ghiacciati contro il disco lunare. Un momento di pura forza della natura nel cuore del massiccio del Monte Rosa”.
La Capanna Regina Margherita, costruita alla fine dell’Ottocento come avamposto scientifico e alpinistico, appare in controluce come una sentinella solitaria, immobile mentre tutto attorno si muove: il vento, la neve, la Luna stessa. Da qui il titolo che Minato ha scelto per questo lavoro, “La sentinella dei venti”, che riassume perfettamente l’atmosfera sospesa e quasi epica delle immagini.