Lagorai, approvato il progetto di rifacimento del Rifugio Tonini

A 10 anni dall’incendio che lo distrusse, il Rifugio Tonini si prepara a una rinascita. A vincere il concorso promosso dalla SAT è lo studio RigonSimonetti di Vicenza.

Situato a 1.900 metri di quota sull’Altopiano di Piné, immerso nella selvaggia catena del Lagorai, il Rifugio Giovanni Tonini ha rappresentato a lungo, per escursionisti e alpinisti, un presidio di ospitalità autentica, defilato rispetto alle aree di maggiore richiamo turistico delle Dolomiti. 

Inaugurato nel 1972 e successivamente donato dalla famiglia Tonini alla SAT (Società degli Alpinisti Tridentini), il Tonini è stato per decenni il cuore pulsante di una montagna "lenta", fatta di spazi verdi e silenzi. Nel gennaio 2016 una tragedia ha cambiato il corso degli eventi: un devastante incendio ha raso al suolo la struttura. A distanza di 10 anni, l’approvazione da parte della SAT di un progetto di rifacimento, segna il via alla rinascita dello storico Tonini.

 

130 progetti per la rinascita del rifugio Tonini

Il concorso di progettazione, promosso dalla SAT in collaborazione con il Comune di Baselga di Pinè, nella primavera del 2025, ha riscosso un successo internazionale, attirando l'attenzione di ben 130 studi di architettura, con proposte arrivate persino da Austria e Finlandia. 

Il percorso verso la rinascita del presidio del Lagorai si è concluso formalmente giovedì 15 gennaio, con la presentazione ufficiale del progetto vincitore presso lo Spazio Alpino della SAT. Ad aggiudicarsi l’incarico è stato lo studio RigonSimonetti di Vicenza, composto dagli architetti Francesco Rigon, Margherita Simonetti e Filippo Brutto, supportati da Bim Design Group, con l’architetta Claretta Mazzonetto, e dagli ingegneri Federico Saccarola e Andrea Giangiulio.

“La qualità media delle proposte era molto elevata, e questo ha reso il lavoro della giuria lungo e articolato - ha spiegato il presidente della qualificata giuria esaminatrice, Franco Tagliabue, presentando le ragioni della scelta - . Il progetto vincitore si distingue per l’equilibrio tra tradizione e contemporaneità, per il rapporto misurato con il paesaggio e per la capacità di reinterpretare in chiave attuale la tipologia del rifugio alpino. È un edificio sobrio e accogliente, costruito con i materiali della tradizione – pietra e legno – e al tempo stesso tecnicamente adeguato e pronto a essere realizzato in un contesto difficile come quello del Tonini. Il valore combinato di questi elementi ha fatto emergere la proposta come la più completa e convincente”.

“Il nuovo Tonini – aggiunge la SAT - si presenta come un’architettura sobria e radicata, capace di inserirsi nel paesaggio con la naturalezza delle strutture d’alpeggio circostanti, ma al tempo stesso immediatamente riconoscibile per chiarezza compositiva e precisione costruttiva.”

 

Il progetto: un ponte tra passato e presente

Il nuovo Tonini non sarà un corpo estraneo al paesaggio, ma un elemento in dialogo stretto con l’ambiente e le strutture in esso presenti. La posizione resterà la medesima ma con un orientamento leggermente variato, per allinearsi allo Stallone della Malga Spruggio situato a monte. 

“La nuova struttura ricalca il sedime del precedente rifugio e instaura un forte dialogo con la vicina Malga Spruggio – ha spiegato l’architetto Francesco Rigon – riprendendone la forma allungata, il rapporto tra legno e pietra e l’impostazione tipologica. Una parte delle pietre del vecchio Tonini sarà recuperata e integrata nel nuovo basamento minerale, mantenendo così un legame materiale e simbolico con la sua storia. È un modo per restituire al luogo la memoria del rifugio originario, trasformando ciò che resta in una base solida per il futuro”.

I materiali principalmente utilizzati saranno dunque legno e pietra, una scelta che trae ispirazione dalla frugalità delle strutture d'alpeggio. Dalla relazione tecnico-illustrativa emerge che il rifugio sarà composto da un piano interrato e due livelli fuori terra e disporrà di 24 posti letto.

Gli architetti descrivono l'intervento come un atto di rispetto verso la montagna: "Ricostruire il Rifugio Tonini oggi significa ripensare un legame tra l’uomo e la montagna. Il progetto rinuncia consapevolmente alla spettacolarizzazione dell’architettura per far riemergere il carattere frugale e l’approccio delicato verso il paesaggio: un ritorno alla montagna autentica, silenziosa e resistente."

Soddisfazione è stata espressa da tutti gli attori coinvolti. Cristian Ferrari, presidente della SAT, ha sottolineato come questo rifugio non sia solo una struttura, ma un simbolo per l’intera comunità escursionistica, evidenziando la validità dello strumento del concorso per garantire la massima qualità architettonica.

Anche il sindaco di Baselga di Pinè, Alessandro Santuari, ha riconosciuto il progetto come un passo fondamentale per il territorio: "Per la nostra comunità, il Tonini rappresenta un luogo speciale. La pubblicazione dell'esito è un grande passo avanti per riportarlo alla sua funzione originale"

Con l’assegnazione del concorso, lo studio RigonSimonetti inizierà ora la stesura del progetto definitivo ed esecutivo. L’obiettivo, alquanto ambizioso ma concreto, è di aprire il cantiere nella prima finestra utile, compatibilmente con le tempistiche autorizzative e le sfide logistiche imposte dalla quota. 

Il nuovo Rifugio Tonini si propone di diventare modello di sostenibilità e regionalismo critico. Una architettura che possa stimolare i fruitori della montagna a una “riflessione sulla necessità di ritrovare un equilibrio nelle dinamiche turistiche e di frequentazione della montagna e sul carattere specifico del rifugio alpino.”