Letargo addio per colpa del clima? "Gli orsi non stanno mai del tutto fermi"

Il ricercatore Vincenzo Penteriani sfata il mito del letargo dei plantigradi. "Qui in Spagna è un fenomeno quasi sconosciuto. Le temperature incidono". Nessuna anomalia nel comportamento dell'orsa Bambina, ma in futuro i casi potrebbero aumentare

 

La notizia dell'orsa Bambina, in “pellegrinaggio” sui monti e nei centri abitati del Parco Nazionale dell'Abruzzo, Lazio e Molise e del Parco Nazionale della Majella ha suscitato curiosità per diversi motivi, che vanno oltre il semplice interesse che si genera ogni volta che si parla dei plantigradi e del loro rapporto con l'uomo.

Il tema all'ordine del giorno è quello del letargo, o meglio sarebbe dire dell'ibernazione. Ma come? Gli orsi in inverno non dovrebbero rimanere nella loro tana, in attesa della bella stagione? In realtà non è proprio così, come ci spiega Vincenzo Penteriani, ricercatore al CSIC (Consejo Superior de Investigaciones Científicas), una sorta di CNR spagnolo.

 

Un parallelo interessante

Vincenzo si occupa di orsi da diversi anni nella Cordillera Cantabrica, una catena montuosa piuttosto estesa: all'incirca 500 chilometri, il doppio della Liguria, per intenderci. Gli esemplari sono circa 400, ma quel che è più importante, ci sono diverse analogie con gli orsi marsicani, sia a livello di comportamento che di situazione ambientale.


Partiamo subito con un chiarimento. Parlare di letargo serve a farsi capire, ma non è corretto.

Esatto. Il termine giusto è ibernazione, perché l'orso non fa come il ghiro, che in autunno si ritira a dormire per svegliarsi in primavera. Nel letargo c'è un notevole abbassamento dei battiti, correlato a un sonno profondissimo. Nell'ibernazione, tipica degli orsi, l'animale comunque esce di tanto in tanto dalla tana, con frequenze che sono molto variabili. Semplicemente riduce di molto l'attività e comunque l'entità di questa riduzione dipende da molti fattori.


In Spagna gli orsi non vanno in letargo?

Nella Cordillera Cantabrica, da sempre gli orsi non vanno in letargo. Il paesaggio assomiglia abbastanza all'Appennino abruzzese: la quota raramente supera i duemila metri, ci sono boschi di leccio, faggete. Le temperature difficilmente scendono sotto lo zero termico. Solo le femmine in gestazione entrano a novembre nelle zone di parto ed escono a metà maggio. In generale qui gli orsi possono ritirarsi per un periodo se c'è una forte nevicata, ma poi escono nuovamente dalla tana e si muovono.


Quindi l'ibernazione è un adattamento?

Sì, è legata alle condizioni che si trovano, tanto che invece in Russia o in Scandinavia gli orsi utilizzano invece questa strategia. Lo fanno dove trovano condizioni climatiche molto severe.


Gli orsi “spagnoli” sono diversi da quelli presenti in Abruzzo?

No, sono entrambi Ursus arctos, orso bruno, anche se quella abruzzese è una sottospecie conosciuta come orso bruno marsicano. Da noi la popolazione è in ripresa, parliamo di circa 400 esemplari e non sono mai scomparsi, non sono stati reintrodotti come in Trentino. Come per l'orso marsicano, parliamo di esemplari che non hanno mai dato problemi nell'interazione diretta con l'uomo, sono piuttosto docili. Non si sono mai registrati attacchi e non sono mai stati dotati di radiocollare. Vivono in una area piuttosto antropizzata, ma ci sono anche molti paesi abbandonati o semi-deserti, dove ancora ci sono molti alberi da frutto e dove possono sfamarsi. La densità comunque è piuttosto bassa.


Si può considerare “normale” il comportamento dell'orsa Bambina?

Da noi i piccoli gruppi familiari sono quelli che si muovono di più. Femmine con i piccoli, già a un certo punto dello sviluppo, possono essere piuttosto attive. Se le temperature non sono troppo rigide gli orsi possono muoversi con più probabilità, anche se comunque hanno accumulato peso prima dell'inverno e fino a metà novembre sono cresciuti di decine di chili. Chiaramente poi l'attività può cambiare molto a seconda dell'età dell'animale, del sesso dell'esemplare e via dicendo. Un maschio sub-adulto può essere più attivo di un anziano, un maschio adulto nel corso dell'anno si può muovere molto, per esempio nel periodo della riproduzione. In inverno l'attività si riduce, ma non scompare mai del tutto.