Rispetto al programma originario l'evento è stato posticipato di due settimane a causa della quota neve.
Il progetto “Maiella l’altra neve” nasce con un obiettivo chiaro: promuovere gli sport sostenibili e le attività educative che possono svolgersi durante l’inverno sulla neve, creando al tempo stesso occasioni di confronto, riflessione e sensibilizzazione a favore di un approccio rispettoso, consapevole e “lento” alla montagna. Un percorso che mette al centro la formazione e la giusta informazione come strumenti indispensabili per frequentare l’ambiente montano in sicurezza, in ogni stagione.
Tra le risorse ambientali capaci di generare economia per i territori, un posto di assoluto rilievo spetta alla Maiella innevata. Un massiccio che, anche grazie all’assenza di grandi e diffusi impianti di risalita dello sci alpino, si presta naturalmente alla promozione di pratiche sportive a basso impatto ambientale: sci di fondo, ciaspole, scialpinismo, alpinismo invernale, sci di fondo escursionistico, ma anche attività come escursioni a cavallo, snow kite e fat bike. Proprio lo scialpinismo ha già consentito alla Maiella di affermarsi come una vera e propria destinazione turistica invernale, capace di attrarre flussi sia locali sia d’oltralpe.
Un modello di sviluppo che si fonda su una visione condivisa con i partner istituzionali e associativi, in primis il CAI, e che oggi arriva alla decima edizione di “Maiella l’altra neve”. Un traguardo che segna un nuovo passaggio: il confronto con altri Parchi Nazionali e Aree Protette d’Italia, per mettere a sistema esperienze, criticità e buone pratiche legate al turismo invernale sostenibile.
Un’impostazione che trova una traduzione concreta nel programma dell’edizione 2026, che si svolgerà verso la fine di febbraio, pensato per tenere insieme pensiero e pratica, approfondimento e esperienza diretta. La prima giornata si apre infatti con un convegno ospitato nella Sede Scientifica del Parco a Caramanico Terme, dedicato al tema della sicurezza in ambiente montano e al ruolo delle aree protette nella diffusione di una frequentazione più consapevole della montagna invernale. Un momento di confronto che chiama in causa istituzioni, tecnici e operatori, e che fornisce le chiavi di lettura necessarie per comprendere ciò che accade poi sul terreno.
Il passaggio dalla teoria alla pratica avviene già dalla mattina della seconda giornata, quando il progetto entra nel vivo con le attività outdoor: ciaspolata nella faggeta di Lama Bianca, sci di fondo nel Bosco di Sant’Antonio e scialpinismo sul versante del Blockhaus, con partenza in contemporanea. Luoghi simbolici della Maiella invernale, scelti non solo per il loro valore paesaggistico, ma perché rappresentativi di un modo diverso di vivere la neve, lontano dagli impianti e fondato su ritmi più lenti e su un rapporto diretto con l’ambiente.
Nel pomeriggio di sabato, il ritorno a Caramanico Terme segna un nuovo momento di riflessione. Il secondo convegno affronta infatti sfide e criticità del turismo invernale sostenibile, mettendo a confronto esperienze e buone pratiche maturate all’interno dei Parchi nazionali e delle Aree Protette italiane. Un passaggio chiave per una manifestazione che, giunta alla decima edizione, guarda oggi oltre i confini della Maiella, con l’ambizione di dialogare e fare rete a livello nazionale.
La chiusura è affidata alla montagna, nella terza mattinata, con una ciaspolata verso il Rifugio “P. Barrasso” e un’uscita di sci alpinismo verso Monte Rapina, sempre nel territorio di Caramanico Terme. Attività guidate da guide alpine, accompagnatori di media montagna e maestri di sci di fondo, che ribadiscono uno dei messaggi centrali del progetto: l’inverno in montagna non è improvvisazione, ma competenza, responsabilità e conoscenza dell’ambiente.
Per il Direttore Luciano Di Martino «la riscoperta di molti luoghi dell’Appennino passa anche attraverso la valorizzazione di questi sport invernali che non necessitano di infrastrutture, ma solo di curiosità e voglia di avventura nel rigoroso rispetto dell’ambiente, attraverso percorsi di conoscenza che includano necessariamente le nozioni per muoversi in sicurezza».
All’interno di questo quadro si inserisce Skialpdeiparchi, ideato e coordinato da Live Your Mountain, evento di promozione del territorio montano del Centro Italia e contenitore di una passione comune: la montagna e lo sport. Nato nell’inverno 2013/2014, il progetto giunge oggi al suo tredicesimo anno, con l’ambizione di coordinare l’impegno di chi, nel tempo, ha lavorato per far crescere le attività alternative sulla neve.