Makalu d’inverno, vetta in vista ma lo “stile alpino” fa discutere

Una spedizione commerciale guidata da Sanu Sherpa si prepara all’attacco alla vetta del Makalu in pieno inverno. Alcuni componenti della spedizione rivendicano uno stile alpino che fa discutere. Tra corde fisse, ossigeno e guide di altissimo livello, il confine tra impresa e spedizione guidata si fa sottile.

In una stagione invernale che, alpinisticamente parlando, è partita un po' sottotono, con pochi scalatori in giro e poche news, arriva la notizia di un tentativo di vetta sul Makalu. Sulla quinta montagna del Pianeta, la spedizione guidata dal nepalese Sanu Sherpa, che ha completato due volte la salita di tutti i 14 Ottomila, si sta preparando a lanciare l’attacco alla vetta dopo aver perfezionato l'acclimatazione e aver preparato la via di salita. L'intenzione è quella di compiere la salita per la via normale alla montagna, itinerario attrezzato in queste settimane con le corde fisse. Allo stesso modo è stato rifornito il campo 3, a circa 7400 metri, con le provviste necessarie a supportare la salita verso la vetta.

Si tratta di una spedizione commerciale, novità che negli ultimi anni sta interessando le altissime quote anche in inverno, anche se con numeri decisamente più contenuti e irrilevanti rispetto a quelli delle spedizioni primaverili. A dare voce al racconto di queste giornate è stata l’alpinista indiana Piyali Basak che in un post social ha scritto: “Abbiamo stabilito il Campo 2 e siamo pronti per il tentativo di vetta in stile alpino. Temperature da meno 40 a meno 55 gradi, vento tra 125 e 140 chilometri orari. Ora ci concentreremo totalmente sulla salita, foto e video arriveranno dopo”. Sicuramente condizioni difficili da affrontare ma rimane il dubbio sul concetto di stile alpino espresso nel post. Seppure in condizioni invernali parliamo di una salita realizzata con corde fisse e campi preallestiti. L'alpinista prosegue poi scrivendo che “Sulle Alpi questo stile è normale, ma sull’Himalaya, con il freddo, il vento, la mancanza di ossigeno e l’enorme vastità delle montagne, diventa quasi impossibile. Eppure, per una salita invernale al Makalu dobbiamo provarci proprio così, perché finora nessuno al mondo ci è mai riuscito”.

Altra caratteristica dello stile alpino, che qui viene dimenticata, è quella di salire senza guide. Eppure, salvo per la presenza di Basak e di un altro componente straniero, l'israeliano Abolfazl Gozali, tutti gli altri componenti della spedizione sono Sherpa. Oltre al campo spedizione, Sanu Sherpa, ci sono Phurba Onggel Sherpa, che ha già raggiunto l’Everest 19 volte, Phurbu Kusang Sherpa, Ngima Tashi Sherpa, Lakpa Tenzi Sherpa e Lakpa Rinjin Sherpa. Tutti saliranno con bombole di ossigeno, una scelta che riduce in parte l’esposizione ai rischi dell’alta quota e che porta sempre più dubbi sul concetto di stile alpino espresso da Basak. L'uso dell'ossigeno è anche la ragione per cui gli scalatori sono riusciti a preparare la via in solo una settimana, e ora sono in fase di preparazione per il tentativo decisivo, vista una buona finestra meteo in avvicinamento. 

Sicuramente il freddo e le rigide condizioni invernali non renderanno la vita facile ai componenti della spedizione, staremo però a vedere cosa accadrà nei prossimi giorni.