Mina, traversata delle Svalbard sugli sci con il papà a 10 anni

La bimba ha una lunga esperienza di avventure vissute con il genitore, Alexander Read. La prossima "missione" avrà rilevanza scientifica: raccoglieranno campioni di neve per rilevare la presenza di PFAS

 

Su questo portale non amiamo particolarmente i record: più che altro riteniamo che alcuni siano significativi, altri meno. Sicuramente non sono importanti per noi quelli di “precocità”, tanto più se coinvolgono minori.

Penso che l'infanzia e in parte anche l'adolescenza vadano vissute con leggerezza, che siano il tempo del gioco e dell'assorbimento di stimoli positivi, ma non pressanti. Per questo motivo, quando ho visto la notizia di una bambina norvegese di 10 anni che poteva diventare la più giovane ad attraversare le isole Svalbard, l'istinto è stato quello di non dargli visibilità. 

 

Ovviamente, ho poi letto la storia e mi sono lasciato conquistare dal bel sorriso di Mina e di suo padre Alexander, ho visto molta gioia in quello che fanno e mi sono anche guardato in casa. Pure io, nel mio piccolo, con i miei figli vado in montagna con modalità che possono apparire eccessive rispetto alla media: lunghissime camminate o giri in bici anche di più giorni, con bivacchi piuttosto spartani o anche all'addiaccio (ma sempre ben forniti di cibo e coccole). Insomma, se l'avventura con i figli può essere una incredibile serbatoio di felicità, perché non dare credito a chi la pratica con una intensità che vale pure un primato e che oltretutto aggiunge condivisibili finalità scientifiche?

 

Mesi fa abbiamo riportato di una bellissima traversata durata tutta l'estate sulle nostre Alpi e questa mi pare una notizia che va nella stessa direzione, aggiungendo anche un bell'intento nella direzione dell'informazione a tema ambientale.


 

La traversata delle Svalbard

La notizia è riportata da High North News e nella spedizione di Alexander e Mina Floriana Read c'è molto di più che la ricerca di un primato. I due attraverseranno le Svalbard sci ai piedi, da sud a nord. La bimba ha già trascorso oltre 700 notti in tenda con il padre e percorso oltre 4.500 chilometri tra uscite con gli sci e trekking. A questa veste da atleta, aggiunge un lato di sé molto responsabile. Allo stesso tempo, ha un desiderio che unisce i bambini a molti adulti e che si può ben comprendere: "Non vedo l'ora di partire per un'altra spedizione con papà. Mi sono preparata a lungo con allenamenti, compiti extra e imparando di più sulle Svalbard. La cosa più importante è stare insieme a papà, ma spero davvero di riuscire a vedere gli orsi polari”.

L'entusiasmo della bambina è lo specchio di quello del genitore: “Non lo facciamo per battere i record. Questo è un mondo che abbiamo costruito insieme da quando Mina è nata. Non lo facciamo perché è facile, ma perché vogliamo vivere sorrisi e lacrime, momenti belli e momenti difficili. La cosa più importante è farlo insieme e creare ricordi. È così che nasce la magia del viaggio”.


 

Finalità scientifiche

Alexander e Mina avranno anche una “missione” da completare, il che rende il loro viaggio ancora più interessante. All'università di Longyearbyen, Mina riceverà dai ricercatori del progetto Clean alcune piccole bottiglie che utilizzerà per raccogliere la neve lungo il percorso. I campioni saranno successivamente analizzati in laboratorio per determinare se contengono i famigerati PFAS, le sostanze perfluoroalchiliche che non si degradano in natura. Possono accumularsi negli animali e negli esseri umani e rappresentare un rischio sia per la salute che per l'ambiente.

I campioni raccolti – per la metodologia usata- non saranno validi ai fini della ricerca, ma una volta che Alexander e Mina rientreranno, saranno analizzati. I risultati saranno diffusi a scopo divulgativo, presso un pubblico giovane, che Mina saprà sicuramente intercettare. Noi li terremo d'occhio, la loro è una storia interessante.