Gli autori della guidaRitornano in libreria le pareti del Friuli-Venezia Giulia con due nuovi volumi che aspirano ad una completezza di informazioni monografica e enciclopedica su tutto l’arrampicabile esistente nella regione all’estremo nord-est delle Alpi. Alpi Carniche Occidentali (480 pagine, 35 euro) e Alpi Giulie (416 pagine, 33 euro) redatti per l’editore Idea Montagna dagli ormai storici autori Saverio D’Eredità e Emiliano Zorzi, sono usciti all’unisono e verranno presentati il 25 giugno presso l’Istituto Musicale Guido Alberto Fano in una serata organizzata dal Cai Spilimbergo dal titolo Non così lontano: un viaggio tra Carniche e Giulie. Una ricognizione completa, frutto di quasi vent’anni di frequentazione e conoscenza dell’ultima porzione delle Alpi da parte di un duo molto affiatato e appassionato, e una continua raccolta di dati aggiornati sulle nuove vie, una ricognizione resasi necessaria per l’esaurimento - a poca distanza dall’uscita - delle ultime pubblicazioni dedicate a quest’area dagli stessi, che han scritto assieme a Carlo Piovan Quarto Grado e più nel 2011 per lo stesso editore e nel 2016 due volumi sulle Alpi Carniche e Giulie per Alpine Studio Editore. Ora in Vie di roccia classiche e moderne - questo il sottotitolo di entrambi i due nuovi volumi - la cordata dell’udinese di origini siciliane D’Eredità (classe 1980) e del monfalconese Zorzi (classe 1972), descrive nel dettaglio seicento vie complete di schizzi accurati e nuove belle fotografie - un numero all’incirca di quattro volte superiore rispetto al passato - includendo anche la menzione e una sintetica descrizione (con riferimenti bibliografici e ai siti web) di tutte le vie esistenti, - su ciascuna parete/ montagna, portando il numero di percorsi su roccia elencati, e completi di vie normali, a un totale di circa duemila vie con itinerari di tutte le difficoltà e grado. Dunque non più una proposta di itinerari scelti, ma un rilevamento palmo a palmo di tutto l’esistente come era nello stile della guide classiche dalla copertina grigia telata edita dal Touring Club Italiano - Alpi Giulie di Buscaini e Alpi Carniche di De Rovere - Di Gallo, soltanto che il Buscaini era fermo agli anni Settanta (con circa 350 vie che nel frattempo sono diventate circa 1500) e i secondi agli anni Novanta (con un numero di vie che oggi è raddoppiato). Nel frattempo su queste montagne il numero di nuove vie moderne e a spit, che oramai attrae circa l’80% degli arrampicatori esistenti, è salito da zero a duecento nell’arco di pochi lustri, occupando il dieci per cento del totale descritto. Va detto che ai due volumi appena nati sarà da aggiungere la guida dedicata, per mano degli stessi redattori, alle Alpi Carniche Orientali, la cui stampa è prevista per il 2026.
Ammirevole la dedizione e la fedeltà degli autori alla propria Regione e la costanza nel ripercorrere buona parte degli itinerari descritti, accanto alla consultazione diretta di una rete di amici/collaboratori fidati che sono andati a ripetere negli ultimi anni il rimanente, riportando a loro volta informazioni accurate e verificate con un metro di valutazione condiviso. Un lavoro in continuo aggiornamento che proseguirà negli anni a venire.
Nelle due guide le vie che non rientrano tra i 600 non ripetuti dagli autori e nemmeno dai collaboratori stretti, sono contrassegnate con un colore diverso e da un schizzo indicativo sulla traccia che seguono in parete, mentre quelle ripetute hanno una precisione notevole e affidabile, metro per metro: “Potresti - riferiscono D’Eredità e Zorzi - ingrandire la foto e vedere anche lo spuntone su cui fare la sosta!”. Non si va così, chiediamo loro, nella direzione di guidare per mano lo scalatore con il rischio di perdere gusto per l’avventura? “Sicuramente no, perché quando ti trovi su una parete complessa rischi di perderti lo stesso. Certamente rispetto a quarant’anni fa abbiamo più strumenti per ridurre il rischio di sbagliare via, ma su una grande parete tutto viene utile per capire dove si è andati a finire”.
Sulla copertina della guida dedicata alle Alpi Carniche Occidentali campeggia un momento di arrampicata ad una grande classica, ovvero la via Mazzilis Frezza sul Secondo Campanile delle Genziane, nel gruppo Peralba - Avanza, mentre sulla cover delle Alpi Giulie c’è una rappresentazione del contemporaneo, con Zorzi impegnato sulla sua via Never Surrender al Monte Robon, nel gruppo del Canin.
Per decenni le montagne del Friuli Venezia Giulia sono state considerate montagne “fuori moda”, sicuramente poco frequentate rispetto alle vicine Dolomiti, ma negli ultimi anni c’è stato un aumento notevole di persone che arrampicano e un conseguente aumento esponenziale in termini di apertura di nuovi itinerari, tant’è che, a detta degli autori: “Anche sulle montagne più dimenticate si trova una concentrazione importante di vie”.
Che altro possiamo dire?
Zorzi: Diciamo che la guida è completa di tutti i materiali dalle cartine topografiche, alla descrizione dell’avvicinamento, alla descrizione della discesa, quest’ultima spesso trascurata nell’approccio delle nuove generazioni e lo dimostra il fatto che sono fiorite molte piste di discesa a corde doppie. Non basta riuscire a fare la via, ma spesso bisogna raggiungere la cima e poi occorre scendere da un’altra parte. Siamo andati sempre a verificare tutto.
D’Eredità: In questa ultima nostra ricognizione, a differenza di quelle pubblicate nel 2011 e nel 2016, abbiamo dato anche più valore alle vie normali, che meritano di essere percorse. Sono dunque comprese molte più vie tecnicamente semplici, ma che intercettano un’ampia gamma di frequentatori con una buona capacità escursionistica e che non praticano alpinismo in senso stretto.