Monte Baldo, una nuova via in un'area poco battuta

Marco Gnaccarini e Ivan Maghella hanno tracciato un nuovo itinerario in una delle valli nascoste tra le sfaccettature del Monte Baldo, sul versante veronese. "Resta da liberare la variante di circa 8a/8a+"

 

Il Lago di Garda come meta di arrampicata spesso viene identificato con Arco e la Valle del Sarca più in generale, ma ci sono diversi altri luoghi da esplorare, anche molto più a sud. I siti d'arrampicata e l'ottimo calcare non mancano: possono offrire una valida alternativa agli scalatori, soprattutto nei weekend più congestionati e nel periodo estivo, quando muoversi fino in Trentino può diventare faticoso, se non quasi impossibile. 
Ivan Maghella e Marco Gnaccarini, direttore e istruttore della scuola regionale lombarda di alpinismo e arrampicata, sono assidui frequentatori sia dell'Alto Garda che del basso lago e della Valle dell'Adige, tanto per scalare, quanto per aprire nuove vie. Recentemente hanno tracciato un nuovo itinerario sul Monte Baldo, in una zona poco frequentata e "con un bel potenziale - spiega Gnaccarini-. Dove siamo andati noi ad aprire questa nostra ultima via non ce ne sono altre. Poco più avanti, sulla Vetta delle Buse, sotto il rifugio Telegrafo, ce ne sono almeno 5, sui 150 metri. Tra le altre c'è la Molinaroli, aperta nel 1989 da Beppe Vidali, di carattere alpinistico come le altre"
Gnaccarini e Maghella hanno aperto la via Baldi giovani- su un pilastro all'inizio della Valle delle Prè, con esposizione a nord. Non ha uno sviluppo importante - appena 150 metri- ma si articola su difficoltà assolutamente non trascurabili (7c massimo, 6c obbligatorio). “L'ha vista Ivan mentre era a passeggiare, siamo andati in due riprese a lavorarci. La prima volta abbiamo aperto dal basso i primi due tiri: Ivan il 6a d'attacco, una bella placca compatta, io il 7c successivo. Abbiamo aperto anche la variante dura, che deve essere ancora liberata. La seconda volta siamo tornati e ci siamo messi sul tiro più logico della via. Dopo una placca appoggiata c’è un diedro-fessura interrotto a metà da una placca verticale compatta ma con un appiglio fondamentale per passare in libera, poi bellissimo diedro con una lama... bellissimo 6c. Gli ultimi due tiri sono un altro 6b e un 6a anche questi belli".
I due istruttori hanno pulito tutto la via, allestito soste a spit e calate. La chiodatura è S2. “La via è ben chiodata, chi vuole si può portare qualche friend medio, ma in generale non c'è molto da mettere, la roccia è compatta. E comunque abbiamo protetto anche corto, dove difficile, per favorire le ripetizioni”.


L'area sembra offrire ancora un ottimo potenziale"La parete di fronte saranno 200 metri buoni e guarda a sud, sicuramente si può fare ancora molto". L'accesso alla via avviene tramite la Val delle Nogare prima e la Valle delle Prè dopo, per sentiero, in circa un'ora e mezza.