Il distacco in Trentino
la valanga in Valle D'AostaÈ stato un sabato particolarmente critico sul fronte della sicurezza in montagna, segnato da una sequenza di distacchi valanghivi che hanno interessato diversi settori dell’arco alpino nel corso della stessa giornata. Un quadro che richiama con forza l’attenzione sulla complessità delle condizioni nivologiche e sull’importanza di una corretta pianificazione delle uscite in ambiente invernale.
In Valle d’Aosta, un intervento del Soccorso Alpino Valdostano si è concluso nella zona del Colle di Malatrà, dove una valanga ha coinvolto due scialpinisti appartenenti a un gruppo di cinque persone. Tutti erano adeguatamente equipaggiati e dotati di ARTVA: grazie alla rapidità delle manovre di autosoccorso messe in atto dai compagni, i due sono stati estratti dalla massa nevosa. Il Soccorso Alpino Valdostano ha effettuato una ricognizione aerea dell’area; gli scialpinisti coinvolti non hanno riportato conseguenze tali da richiedere l’intervento sanitario e sono rientrati autonomamente a valle.
Più articolato l’intervento avvenuto in Trentino nella tarda mattinata, quando una valanga si è staccata intorno alle 12.30 lungo il canale che scende da Forcella Ceremana verso il lago di Paneveggio, al confine tra la Val di Fiemme e San Martino. Quattro scialpinisti residenti in Primiero, di età compresa tra i 30 e i 40 anni, sono rimasti coinvolti nel distacco. L’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 ha attivato due elicotteri e numerose stazioni del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino. L’intervento ha portato al recupero di tutti i coinvolti: due illesi, un travolto con politraumi e un infortunato a un arto inferiore, elitrasportati rispettivamente all’Ospedale Santa Chiara di Trento e all’Ospedale di Cavalese. L’area è stata successivamente bonificata con il supporto delle unità cinofile e con l’impiego di ARTVA a terra e da elicottero.
Nel pomeriggio, sempre in Trentino, una seconda valanga si è staccata dopo le 16 lungo il versante trentino della Marmolada, nei pressi di Punta Serauta, coinvolgendo quattro sciatori italiani di circa quarant’anni. L’allarme è giunto al 112 intorno alle 16.30 da uno dei coinvolti. La centrale operativa ha attivato la stazione del Soccorso Alpino e Speleologico Alta Fassa, trasportata sul luogo dell’evento dall’Aiut Alpin Dolomites, con il supporto delle unità cinofile e dell’elicottero Falco di Belluno. Allertate contestualmente anche le stazioni di Centro Fassa, Moena, Fiemme e la stazione bellunese di Malga Ciapela.
L’incidente è avvenuto oltre le piste di Punta Rocca, dove i quattro sciatori, attrezzati con ARTVA, pala e sonda, avevano deciso di effettuare un’uscita in fuoripista. Il primo della fila ha provocato il distacco ed è rimasto completamente sepolto. Gli altri tre, rimasti illesi, hanno avviato immediatamente le manovre di ricerca con l’aiuto di altri sciatori presenti. I soccorritori giunti sul posto hanno purtroppo constatato il decesso dell’uomo e proceduto alla bonifica dell’area e al successivo recupero della salma.
Il bilancio più grave si registra tuttavia in Lombardia, ad Albosaggia, lungo il versante del Pizzo Meriggio. Poco dopo le 12 una valanga ha travolto un gruppo di tre persone impegnate in un’escursione in ambiente innevato. Due di loro hanno perso la vita; il terzo è stato recuperato in vita e trasportato in elicottero in ospedale. Sul luogo sono intervenuti carabinieri, vigili del fuoco, il Soccorso Alpino della VII Delegazione Valtellina–Valchiavenna e la Guardia di Finanza, con il supporto di più mezzi aerei.