“Non è El Capitan”. Caldwell e Vanhee fermati ancora sulle Torri del Paine

Patagonia ancora indigesta per la cordata statunitense-belga. Dopo 17 ore di scalata e venti in aumento, la decisione di scendere a pochi tiri dalla vetta.
In scalata. Foto Instagram Tommy Caldwell

La parete est della Torre Centrale del Paine si conferma un banco di prova severissimo anche per due specialisti delle grandi pareti come Tommy Caldwell e Siebe Vanhee. I due climber sono rientrati nei giorni scorsi a Puerto Natales dopo aver interrotto il loro secondo tentativo di salire in libera e in giornata la via Sudafricana, uno degli itinerari più impegnativi del massiccio patagonico.

L’obiettivo era già stato annunciato: partire leggeri, scalare in velocità e chiudere la salita in un’unica spinta, nel tempo massimo di 24 ore. Ma la Patagonia, ancora una volta, ha imposto le sue regole.

“Non è El Capitan” ha scritto Vanhee sui social. “Qui devi essere pronto a passare dalla modalità arrampicata a quella alpina, quasi da guerriero, in un attimo”. Un paragone che dice molto: se in California le big wall offrono una certa prevedibilità, in Patagonia il vento, l’umidità e il freddo possono cambiare lo scenario nel giro di pochi minuti.

Il tentativo era iniziato con ottime sensazioni. La cordata ha superato gli undici tiri iniziali in cinque ore, mantenendo un ritmo sostenuto anche oltre metà via. Dopo quasi dieci ore erano già al diciassettesimo tiro. Poi, però, la scalata ha iniziato a farsi più lenta.

Con l’aumentare della quota sono arrivate le difficoltà tipiche della montagna patagonica: fessure umide, tratti ghiacciati, raffiche sempre più forti. Nonostante questo, Caldwell e Vanhee hanno continuato a spingere fino al 21° tiro, dopo 17 ore complessive di arrampicata.

A quel punto mancavano poche lunghezze alla conclusione. “C’erano ancora alcuni tiri impegnativi, ma il problema non era solo la difficoltà tecnica" ha spiegato Vanhee. "Il vento è aumentato, le fessure si sono riempite di ghiaccio e ci siamo ritrovati bagnati e infreddoliti”.

La consapevolezza di essere vicini all’obiettivo ha reso la decisione ancora più amara. “Ci credevo davvero. Per questo voltarsi è stato doloroso. Ma probabilmente era la scelta più saggia”.

La ritirata si è trasformata in un’altra prova di resistenza: otto ore di doppie lungo la parete, con due episodi di corde bloccate che hanno complicato le manovre. Solo a tarda ora i due alpinisti hanno raggiunto la base, stanchi ma illesi. Vanhee ha voluto sottolineare il valore del lavoro di squadra, ringraziando Caldwell per “l’ottimismo senza fine” e per la conduzione di uno dei tiri chiave della via.

Non è stato annunciato ufficialmente se la stagione patagonica dei due sia conclusa. La loro permanenza a Puerto Natales lascia aperta la possibilità di un nuovo tentativo, anche se il tempo a disposizione e le condizioni meteo saranno determinanti.