© Sergio Munoz via IG Fay Manners
© Sergio Munoz via IG Fay Manners
© Sergio Munoz via IG Fay Manners
© Sergio Munoz via IG Fay Manners
© Sergio Munoz via IG Fay Manners
© Sergio Munoz via IG Fay Manners
© Sergio Munoz via IG Fay Manners
© Sergio Munoz via IG Fay Manners
Nuova via per Fay Manners in Svizzera, questa volta accompagnata da Marco Malcangi e Max Kilcoyne. Il grado proposto per questo itinerario di 325 metri sulla sezione centrale del Roc Noir (2.713 metri) è M8 A0 e la via è stata battezzata Nostalgie alpine, un omaggio alla tradizione alpinistica locale.
Al centro della parete
A gennaio la britannica Fay Manners aveva aperto insieme a Mélanie Grünwald la via Elles Aussi sulla Tête aux Chamois e ora eccola di nuovo sui radar dell'alpinismo elvetico con una nuova realizzazione sul pilastro centrale del Roc Noir. Due vie di difficoltà moderata esistevano già sui margini sinistro e destro della parete rocciosa del Roc Noir, ma la parete centrale era ancora inviolata. A dire il vero c'era stato un precedente tentativo, compiuto da un team cinque anni prima, ma si era concluso con una ritirata per le condizioni della parete e la difficoltà a proteggersi.
Condizioni favorevoli
Il 4 e 5 marzo, sfruttando una finestra di meteo favorevole, Manners, Malcangi e Kilcoyne hanno aperto i primi cinque tiri, con condizioni molto diverse da quelle attese. La colonna di ghiaccio sospesa che si sperava di trovare sul primo tiro era assente, poiché le condizioni erano troppo secche. Al suo posto, hanno incontrato un terreno misto, tecnico e delicato: roccia, neve e sottili formazioni ghiacciate. Il muschio ghiacciato su ampi tratti della parete ha richiesto movimenti precisi e misurati per superare le difficoltà. Poiché le protezioni naturali erano scarse – le fessure per friend o chiodi erano quasi inesistenti – i tre alpinisti hanno attrezzato le lunghezze quasi interamente a spit.
Dal momento che i materiali iniziavano a scarseggiare, la squadra si è presa una pausa il 6 marzo, ha fatto incetta di chiodi a pressione ed è tornata il 9 marzo. Nei due giorni seguenti hanno completato i tiri rimanenti. Due sezioni, tuttavia, sono rimaste in artificiale (A0): il passaggio chiave del sesto tiro con appigli precari e posizioni complicate per le piccozze, e la sequenza iniziale di movimenti nell'ultimo tiro a tetto, che ha impedito a tutti e tre gli alpinisti di procedere in libera. Manners ha aperto i tratti più difficili della salita, compresi i due complicati passaggi di grado A0. La via è stata quindi ripulita e attrezzata con soste di calata.
“Scalare qui sembra ancora un po' come tornare indietro a un'epoca precedente di alpinismo”. Fay Manners
Un luogo speciale
Fay è particolarmente soddisfatta della via aperta e il nome è un tributo al luogo che l'ha ospitata. “Arolla ha una storia così radicata di esplorazioni e scalare qui sembra ancora un po' come tornare indietro a un'epoca precedente di alpinismo. Le cime selvagge si innalzano direttamente sopra la valle e l'atmosfera è molto diversa dalle zone più sviluppate delle Alpi”.