Oggi su Rai3, Iacovella presenta 'Maiella, i segni dell'uomo e le nuove scoperte'

All'interno di Geo, trasmissione dedicata a natura, scienza e ambiente, il professore parlerà della propria opera, un lavoro che racchiude testimonianze di pastori, boscaioli e briganti che hanno calcato i sentieri della montagna abruzzese

 

Nella puntata di Geo di questa sera, in onda su Rai3 a partire dalle ore 17, Il professore Carlo Iacovella, della sezione del CAI di Guardiagrele, presenterà il proprio libro Maiella, i segni dell'uomo e le nuove scoperte.

Scritto sul campo

L’opera, frutto di ricerche di dati e luoghi, è un lavoro meticoloso che Iacovella ha svolto innanzitutto calcando i sentieri della Maiella, un tempo erano percorsi da pastori, boscaioli e persino briganti. Tutti hanno lasciato segni della loro presenza scolpendo scritte, frasi ma anche solo date, a testimoniare la loro faticosa e quotidiana presenza.
Il lavoro del professor Iacovella, che ha riportato all'interno della sua opera foto e descrizioni di luoghi e stati d’animo, ha un elevato interesse culturale e divulgativo per la valorizzazione e la conservazione dell’ambiente della Maiella. “Ho iniziato a lavorare al libro nel 2012, quando ero presidente della commissione regionale del TAM. Durante alcune escursioni sulla Maiella avevo trovato delle iscrizioni e per dieci anni mi sono dedicato a ricerche sul campo. La Maiella è unica, ci permette di trovare tracce della presenza dell'uomo dal Paleolitico fino ai giorni nostri. L'homo erectus andava in quota già nei periodi interglaciali”.

Pastori, boscaioli, gendarmi, papi e briganti

In copertina viene mostrata l'incisione di un pastore risalente a un secolo fa, ma le iscrizioni riguardano un periodo molto più ampio. “La foto di copertina, in gotico antico, è del 1920, ma le prime sono del 1600, per arrivare fino ai giorni nostri. La frequentazione della montagna è stata costante”. 

 

Nel libro ci sono 800 foto e dopo una introduzione sulla geologia della Maiella il volume entra nel vivo con i ritrovamenti. “È affascinante pensare al fatto che vivevano lassù in epoche così diverse da quella attuale e infatti ci sono scritte che sono piuttosto esplicite e recitano 'Mai più'. Al di là di questo aspetto, le storie che emergono sono le più disparate: sul Blockhause c'è un riferimento al brigantaggio. I piemontesi lì combattevano i briganti, ci sono ancora i resti di una baracca, la parte basale fatta con i blocchi della Maiella. Ma la popolazione locale viveva in uno stato di connivenza con i briganti stessi. Cito un episodio: nel 1861 tale Luca Rosati stava facendo legna nei pressi dell'eremo di Santo Spirito. Aveva i permessi, ma due gendarmi gli chiesero dei briganti e lui disse di non saperne nulla. Per questo gli spararono nella schiena. Il figlio, che era riuscito a nascondersi, anni dopo si vendicò”.

 

 

"Un tale Luca Rosati stava facendo legna, due gendarmi gli chiesero dei briganti e lui disse di non saperne nulla. Per questo gli spararono nella schiena. Il figlio, che era riuscito a nascondersi, anni dopo si vendicò”.

 

Nel libro si spazia dall'acquisto di una casa da parte di Celestino V a tracce lasciate dai prigionieri di guerra alleati, fuggiti dal campo di Sulmona. I dati sono stati raccolti in questa pubblicazione anche con la collaborazione di soci CAI di diverse sezioni abruzzesi. Maiella, i segni dell'uomo e le nuove scoperte si inserisce tra i contributi del Club Alpino Italiano atti a valorizzare il nostro patrimonio montano. Il volume conta sul patrocinio del CAI Abruzzo.