Ogre II, una cordata statunitense tenterà la parete nord in stile alpino

Ethan Berkeland, August Franzen e l'ucraino Vitaliy Musiyenko proveranno a salire il Seimila pakistano dove dieci anni fa perirono Kyle Dempster e Scott Adamson, lungo una nuova linea
La parete nord dell'Ogre II dietro il Baintha Brakk

 

Ethan Berkeland, alpinista di Fairbanks, Alaska, si unirà al connazionale August Franzen - recente vincitore del Piolet d'Or- e al californiano di origini ucraine Vitaliy Musiyenko per tentare una nuova via sul Baintha Brakk II, in Pakistan, montagna nota anche come Ogre II (6960 metri). L'area è piuttosto frequentata, perché il più celebre “orco” da sempre ha attirato le attenzioni dei migliori alpinisti al mondo. Eppure, o forse proprio per l'ombra gettata dalla vetta più importante del gruppo, l'Ogre II è raramente obiettivo di spedizioni.

 

Non solo si registrano pochi tentativi, ma la cima non è mai stata raggiunta in stile alpino. Per registrare una salita di successo bisogna tornare addirittura al 1983, quando una spedizione sudcoreana riuscì a scalare il contrafforte nord-occidentale, ma si avvalsero di uno stile di spedizione molto aggressivo, con ampio utilizzo di corde fisse e svariati campi alti. Ciononostante, la scalata fu caratterizzata da momenti molto drammatici: Lim Deok-yong e Yoo Han-gyu raggiunsero la vetta dopo aver trascorso la notte in una grotta di ghiaccio senza equipaggiamento e un altro membro del team morì durante la spedizione. Successivamente, nel 2015, il brasiliano Marcos Costa e l'americano Jesse Mease tentarono nuovamente la stessa via. Il primo giorno riuscirono a raggiungere a conca sotto il colle che collegava i due Ogre, la seconda notte salirono al passo. Da quel punto peroseguirono su ghiaccio eccellente e granito misto. Il terzo giorno raggiunsero un campo alto a circa 6600 metri, su un pendio precario. Furono costretti il giorno successivo, circa 100 metri più in alto, senza attrezzatura adeguata proseguire su roccia.

 

Una parete repulsiva

Nello stesso periodo, i tentativi più celebri furono quelli degli americani Kyle Dempster e Scott Adamson, morti dieci anni fa sulla montagna, mentre tentavano per il secondo anno consecutivo la prima salita della parete nord in stile alpino. I due alpinisti scomparvero durante una tempesta e i loro corpi non furono mai recuperati. Vitaliy Musiyenko, che nell'ultimo periodo si è allenato molto su ghiaccio e misto ha finalmente comunicato l'obiettivo. L'alpinista californiano ha postato una foto dell'imponente sagoma dell'Ogre II, mettendola sul ridere. “Speriamo che non sia così freddo come sembra”. La cordata proverà una diversa linea di salita rispetto a Dempster e Adamson: tecnicamente più difficile, più lunga, ma meno rischiosa, a giudizio dei tre alpinisti. 

La Jess Roskelley Foundation, che onora la memoria di Jess Roskelley - deceduto insieme a Hansjörg Auer e David Lama sulle Rocky Mountains sette anni fa- ha contribuito a sostenere la spedizione, che si terrà nella prossima estate.